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La città di domani sarà più Mediterranea

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La città del futuro sarà più verde, i suoi abitanti sempre più alle prese con gli orti urbani, l’agricoltura riconquisterà un ruolo di primo piano. E la rivoluzione partirà dall’Italia, crocevia geografico e culturale, «perchè noi non importiamo modelli anglosassoni, ma esportiamo modelli mediterranei». Lo dichiara all’Adnkronos Andrea Sisti, presidente del Conaf, al suo secondo giorno di lavori al XIV Congresso nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali che si sta svolgendo a Favignana, in provincia di Trapani.

Un appuntamento importante per discutere e confrontarsi su come riprogettare le città del futuro, «spazi aperti in cui sarà possibile coltivare e produrre a chilometro zero – spiega il presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dottori agronomi e forestali – non più fazzoletti di terra e piccole aiuole, ma veri e propri orti coltivati a biologico. Questa, insieme insieme a un nuovo modello di mobilità elettrica, è un’opportunità che molti cittadini si aspettano e noi vogliamo contribuire, anche grazie al confronto con istituzioni e architetti».

Dalle città alle nazioni, i dottori agronomi e forestali chiedono anche un maggiore impegno a sostegno dell’agricoltura nei Paesi in difficoltà, «aree sensibili in cui l’agricoltura ha rappresentato un elemento cardine, che oggi viene messo in discussione. Le popolazioni più deboli – aggiunge Sisti – devono avere gli strumenti per andare avanti e in questo il bacino del Mediterraneo giocherà, grazie alla sua posizione geografica, un ruolo di primo piano».

La cooperazione nell’area del Mediterraneo, l’etica della professione, il rapporto tra attività produttive e risorse naturali, il verde urbano come strumento per migliorare la qualità della vita nelle città: tutte queste istanze, compresa quella di andare verso un codice unico che inquadri tutte le professioni tecniche del settore, confluiranno nel documento finale del Congresso, come contributo «a un sistema che vogliamo che funzioni – spiega Sisti – e per funzionare è necessario far crescere le popolazioni e i lavoratori».

Un risultato concreto, il Congresso lo ha già ottenuto con il progetto per il recupero dell’ex orto della tonnara di Favignana. «Abbiamo concretizzato una convenzione con la regione Sicilia per recuperare parte della tonnara Florio, grazie ad un concorso di idee che verrà bandito entro dicembre – spiega Andrea Sisti – Il concorso avrà come obiettivo quello di individuare un progetto di utilizzo e valorizzazione dello spazio verde della tonnara, che una volta era l’orto».

Il progetto vincitore verrà dato in concessionme alla sovrintendenza regionale ai Beni Culturali che ne affiderà la realizzazione ai detenuti del carcere di Favignana. La tonnara Florio di Favignana, «nel 1850 vantava 850 dipendenti, più di quelli della Fiat – sottolinea Sisti – Recuperata come polo culturale lo scorso anno, è gestita dalla sovrintendenza regionale ai Beni Culturali. È ancora poco conosciuta, ma vanta un percorso interno e itinerante in grado di ripercorrere in maniera suggestiva la storia della produzione di tonno in scatola che qui ha mosso i primi passi».