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Italiani stregati dal ritocco virtuale

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Pelle dorata, capelli lucidi e perfetti, niente rughe e pose da divi. Fra gli italiani dilaga la passione per il ritocco virtuale. Lo testimoniano le foto delle vacanze pubblicate nelle bacheche dei social network da coppiette ritratte in paradisi caraibici, o single appena tornati da viaggi all’avventura. Così, nell’era del bisturi e delle punturine, in molti non disdegnano un’aggiustatina virtuale per mostrarsi al meglio ad amici e conoscenti.

"E’ vero, quest’anno c’è un boom del ritocco virtuale fai da te", testimonia Salute Giulio Basoccu, primario del Reparto di chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva dell’Istituto neurotraumatologico italiano (Ini) di Roma, grande appassionato di elettronica e web. Un fenomeno che, partito dalle riviste patinate, ormai dilaga anche fra i non-Vip, considerato che in molti villaggi si offrono alle coppie servizi fotografici con ritocco già previsto nel prezzo, e questo sia all’estero che in Italia. Comunque non occorre più essere maghi dell’elettronica per dare un’aggiustatina all’album delle ferie: in poco tempo si sono moltiplicati i servizi disponibili per correzioni ‘fai da te’.

Insomma, "complici Photoshop e varianti semplificate, ma anche le nuove app per iPad e iPhone, l’epoca in cui per fare belle fotografie bisognava essere artisti dello scatto è finita. E si può tornare dalle vacanze con foto prive di imperfezioni", assicura Basoccu. Il tutto gratis o spendendo solo pochi euro. "Un fenomeno che non deve stupire troppo – spiega Federico Tonioni, direttore del Centro per le psicopatologie dal web del Policlinico Gemelli di Roma – dal momento che si tratta di un’evoluzione di un trend: quello che ci porta a scegliere di mostrare un’immagine ideale agli altri, o di fotografarci di fronte ai locali più belli o più in voga". La cultura dell’immagine e dell’apparire, insomma, segna un altro passo avanti.

Un pizzico di vanità "non è però una patologia – ammonisce Tonioni – I rischi maggiori, in questo caso, si corrono nell’adolescenza, quando il corpo è in evoluzione e l’accettazione del gruppo di coetanei diventa importantissima. Se riandiamo alla nostra giovinezza, infatti, in molti ricordiamo come il fatto di presentarci in maniera ideale fosse quasi vitale". Una figuraccia poteva diventare un dramma, una pettinatura sbagliata rovinava una serata. "E questo perché gli adolescenti hanno l’esigenza di distanziarsi dai genitori, sentendosi accettati dai coetanei. Ora i social network come Facebook permettono di moltiplicare i contatti e di rappresentarsi di fronte a una folta platea in modo ideale". Un richiamo quasi irresistibile per i narcisi del Duemila.

Il problema, secondo Tonioni, "è che se un tempo i sogni ad occhi aperti tipici degli adolescenti, che coltivano fantasie su se stessi e cercano di presentarsi in modo ideale ai coetanei, restavano per lo più celati nella mente dei sognatori, oggi queste fantasie vengono condivise sul web. E l’immaginario, anche grazie alle foto ritoccate, diventa virtuale". Per i giovanissimi, ma anche per i cybernauti più adulti, questo vuol dire che il ‘personaggio’ mostrato dalle foto può trasformarsi in una schiavitù, o rivelarsi imbarazzante da portare avanti nella vita reale.

Ma come reagiscono gli altri alle foto ‘da modelli’? In genere con ironia. "Lo svelamento della verità però, in caso di ritocchi eccessivi, può diventare imbarazzante e drammatico. In più il giudizio sul ritocco, anche virtuale, tende a essere più severo nel caso degli uomini – avverte Tonioni – mentre nei confronti delle donne si è in genere più indulgenti".

Secondo Basoccu, comunque, "la mania del ritocco virtuale ha anche un lato positivo. A volte – spiega il chirurgo – giocare con mouse e tastiera attenua la morbosità nei confronti degli interventi reali. Piuttosto che presentarsi con richieste improbabili o eccessive al chirurgo, meglio giocare con le foto sul computer e concedersi tempo per riflettere", dice il medico, che più volte ha denunciato gli eccessi della chirurgia estetica, parlando di "volti sfigurati" da iniezioni e operazioni.

"Fra gli aspetti negativi della ‘photoshop-mania’ – aggiunge però lo specialista – c’è l’illusione che i risultati ottenuti facilmente grazie a un software possano essere replicati nella realtà. Così ci sono persone che si presentano dal chirurgo convinte di poter ottenere gli stessi effetti di una foto ritoccata".

"Questo però – avverte Basoccu – non è sempre possibile, anzi. Per questo dico sì alle correzioni virtuali, ma occhio a non crederci troppo. Noi stessi ormai non utilizziamo più neanche i software evoluti che si impiegavano per mostrare ai pazienti i risultati di un intervento. Questo perché si è visto che le immagini non sono attendibili al 100%, e si rischia di creare illusioni. Insomma, in questo caso il ritocco virtuale può essere un’arma a doppio taglio – conclude – per la psiche e la deontologia".