In 11 lavorano in un ufficio che costa 3 milioni | Non Sprecare
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In 11 lavorano in un ufficio che costa 3 milioni

L’ufficio più costoso d’Italia si trova a Venezia, ospita tre giudici di pace e otto operatori amministrativi e costa, solo di affitto, ben 2 milioni e 371mila euro. A questi si aggiungono poi 230mila euro di spese di riscaldamento e condizionamento per un totale di 2, 6 milioni di euro.

Questa la cifra che il Comune di Venezia, da due anni, sborsa alle Assicurazioni Generali per l’ufficio della sede di piazza San Marco alle Procuratie Vecchie: circa 200mila euro all’anno per ciascun giudice di pace. Soldi che il Comune anticipa al ministero della Giustizia.

Tutto ha inizio nel 1991 quando in seguito alla chiusura del Tribunale di Rialto a causa delle carenti misure di sicurezza, come nuova sede viene scelta un’ala del palazzo delle Procuratie di proprietà delle Generali a cui il Comune si impegna a versare 1,4 milioni di euro l’anno per sei anni.

Tutto questo in attesa del trasferimento nella nuova sede di piazzale Roma. Da quando, nel giugno del 2010, i pm della Direzione distrettuale antimafia, i loro cancellieri e soprattutto i numerosi agenti della polizia giudiziaria si sono trasferiti nella nuova sede, i prestigiosi uffici di piazza San Marco si sono quasi completamente svuotati. A poco a poco al loro interno vi sono rimasti solo i tre giudici e gli otto operatori amministrativi. Nel frattempo però sono saliti anche i costi d’affitto pretesi dalle Generali.

A riguardo il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha evidenziato: “è stata una delle cose che ho imposto di eliminare al più presto, le Generali avevano un affitto in corso, si è dovuto negoziare. Abbiamo già trovato i nuovi uffici a Riva de Biasio. Certo, siamo stati vittime di un meccanismo folle: abbiamo dovuto anticipare milioni per far funzionare uffici statali e l’amministrazione centrale ce li ha restituiti con un ritardo di 3-4 anni, solo all’80 per cento”.

Il presidente del tribunale di Venezia, Arturo Toppan ha invece aggiunto: “Tutta la fretta e l’attenzione per il trasferimento di questi uffici è stata dovuta proprio a questo canone gravoso. Non è stata una cosa semplice, ma queste sono questioni interne tra Comune e Generali. Ora stiamo risolvendo la questione”.

A breve infatti il giudice di pace si trasferirà a Riva de Biasio. Anche lì il Comune pagherà un canone, ma sarà agevolato. Nonostante tutto, anche in questo caso i problemi non sono mancati: il trasloco non è ancora stato avviato a causa di alcune difficoltà con il cablaggio della rete internet, forse dovute anche a un rimpallo di responsabilità sull’acquisto di alcuni switch. Strumenti dal costo irrisorio in grado però di ritardare lo spostamento di un ufficio per cui si pagano solo 212 mila euro al mese.

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