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Il principe degli sprechi

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È appena tornato da un tour nel Regno Unito a bordo di un treno alimentato a biodiesel, ma con carrozze lussuosissime, per promuovere una vita all’insegna del rispetto dell’ambiente e della lotta al consumismo. Ha aperto i giardini della sua residenza, Clarence House, consigliando a tutti i sudditi di regina Elisabetta II, che un giorno potrebbero essere i suoi, di prendere la zappa e coltivarsi i propri orti. Ha persino distillato la sua filosofia di un’esistenza alla ricerca del risparmio in un’intervista a Vanity Fair.
Per chi non lo avesse capito, il soggetto in questione è il principe Carlo, l’erede al trono d’Inghilterra, l’uomo che vorrebbe conquistare i favori di un popolo, e del resto del mondo, ma che finisce sempre per infastidire tutti.

I 124 tuttofare del principe
I suoi inviti alla vita spartana e al rispetto dell’ambiente sono stati infatti sistematicamente smentiti dai fatti. L’ultima tirata d’orecchie è arrivata dal Daily Mail, suo acerrimo nemico nel panorama della stampa britannica, che ha pubblicato il 17 ottobre l’elenco dei suoi pagatissimi collaboratori di palazzo.
Il numero è impressionante: 124 persone, che fanno di tutto. Controllano la posta, lo scarrozzano su auto da nababbi, gli puliscono le scarpe, gli suggeriscono cosa indossare. Si va dai 10 spin doctor, i consulenti che curano la sua immagine pubblica, gli scrivono i discorsi, intrattengono i rapporti con la stampa, alle decine di dipendenti che si occupano del lavoro di segreteria e amministrazione, fino al piccolo esercito di cuochi, camerieri, autisti, giardinieri che risolvono i problemi pratici dell’erede al trono. Tutto questo ha un costo ed è esorbitante: supera i 6,3 milioni di sterline (7,2 milioni di euro).

Stipendi da 57 mila euro annui
Volgarmente “servi di palazzo”, ma è sufficiente dare un occhio alla loro busta paga per capire che proprio servi non sono.
Se i dipendenti della regina Elisabetta a Buckingham Palace si devono “accontentare” di uno stipendio medio annuo di 33.221 sterline (circa 38 mila euro), quelli di Carlo raggiungono le 50 mila sterline (57 mila euro).
Per capire perché servono tanti dipendenti basta pensare che l’anno scorso, il principe e la moglie Camilla, duchessa di Cornovaglia, hanno ricevuto 9.396 invitati nel corso di 115 eventi, nelle varie residenze reali.
In un momento di tagli selvaggi però, annunciati dal governo del premier conservatore David Cameron, molti in Gran Bretagna vogliono ridimensionare le spese folli della monarchia e si chiedono perché Carlo non possa ridurre il suo personale. Insomma perché non tagli le spese così come sono costretti a fare i ministeri con ospedali, scuole e altre strutture pubbliche.

La regina incassa 43,6 milioni di euro
Di recente, poi, si è scoperto che la corona britannica è a rischio “commissariamento”. Un memorandum finanziario con 70 clausole firmato nel 2006 da rappresentanti della monarchia ed esponenti del governo laburista, stabilisce infatti che «in caso di inconciliabili divergenze» tra le richieste di maggiori fondi per la gestione dei diversi palazzi reali e la necessità dell’esecutivo di contenere le spese, ad avere l’ultima parola sarebbe proprio quest’ultimo.
Inoltre il governo può assumere il controllo diretto sull’appannaggio reale (38,2 milioni di sterline, circa 43,6 milioni di euro). Non è la prima volta che funzionari ministeriali fanno i conti in tasca alla regina. Sono già scattati controlli sugli appalti per la manutenzione delle proprietà e sulle spese postali, tra le quali sono incluse le sterline utilizzare per mandare la posta dell’erede al trono Carlo nel castello scozzese di Birkhall, dove ultimamente ama risiedere.

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