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Il capo guadagna 343 volte più dell’autista

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Quanto ha guadagnato nel 2010 l’amministratore delegato di una grande azienda americana quotata in Borsa? In media 11,4 milioni di dollari, poco meno di 8 milioni di euro. Mentre il lavoratore medio negli Stati Uniti ha un salario annuale di circa 33mila dollari (i dati disponibili sono relativi al 2009), ovvero quasi 23mila euro. Il che, tradotto in proporzione, significa che un grande dirigente guadagna 343 volte in più del suo autista o del fattorino che gli porta la posta. Non solo, ma nell’ultimo anno (dal 2009 al 2010) le entrate dei Ceo d’America sono aumentate del 23 per cento. Non ci sono dati analoghi per il salariato medio, ma in tempi di crisi la AFL-Cio, la Cgil d’America che ha commissionato lo studio sulle discrepanze di trattamento economico, è certa che a pagare siano le categorie inferiori e non certo i 299 Ceo delle grandi aziende che fanno parte del listino Standard & Poors 500, le cui entrate annuali (disponibili per motivi di trasparenza grazie agli archivi Sec) sono state comparate con quelle degli anni precedenti e con quelle di chi ricopre ruoli inferiori nella piramide aziendale.

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I DATI – Il “2011 Executive Paywatch” valuta ogni anno, dal 1997, il crescere dei livelli di stipendio delle varie categorie. E da qualche anno si concentra anche a evidenziarne le discrepanze: si pensi che solo nel 1980 la paga dei grandi dirigenti era solo di 42 volte superiore a quella dei lavoratori medi (dall’infermiera al vigile del fuoco, alla segretaria e l’imbianchino), mentre oggi è di 343 volte in più, ma ci sono alcuni casi in cui arriva anche a 600, 700 volte tanto. Salari incredibilmente alti, sostiene la American Federation of Labor-Congress of Industrial Organizations, a fronte di una popolazione americana di 25 milioni tra lavoratori oggi disoccupati o sottopagati. La confederazione sindacale americana negli ultimi anni sta conducendo una campagna di sensibilizzazione sulle disparità salariali: anche su Facebook fornisce una applicazione che automaticamente calcola quante volte in meno il lavoratore Usa guadagna a fine anno rispetto al gotha dell’industria del suo Paese.