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Il 60 per cento degli italiani spreca meno cibo. Migliorano costi e qualita’ della spesa.

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Nel catastrofico bilancio dei consumi alimentari delle vacanze di Pasqua si segnala una sola buona notizia, che però vale oro: quasi il 60 per cento degli italiani ha ridotto lo spreco di cibo. Come? Con una spesa più oculata, con l’acquisto di dosi giuste e con la cucina del riciclo, o se volete degli avanzi, di cui abbiamo parliamo spesso. Sei italiani su dieci durante le vacanze di Pasqua, infatti, hanno servito a tavola il menù del recupero del cibo avanzato: polpette, frittate, pizze infarcite, ciambelloni, etc… Il tutto riscoprendo un’antica e solida tradizione culinaria come ci ricordano piatti quali la ribollita toscana o i canederli trentini. Al risparmio, prezioso in temi di Grande Crisi, si sta abbinando , in materia di consumi alimentari, una nuova opportunità di crescita economica, solida e sostenibile.

Lo dimostra proprio il boom dell’iniziativa della Coldiretti Campagna Amica con centinaia di mercati di prodotti alimentari che si stanno moltiplicando in Italia, con un passaggio diretto dal produttore al consumatore, che significa un taglio dei prezzi e un aumento della genuinità dei prodotti. E significa nuove opportunità per chiunque lavori nella filiera alimentare. Nei giorni scorsi ho fatto la spesa in uno di questi mercati, a Pescara, e quando sono tornato a casa a Roma, in famiglia abbiamo provato a fare i conti del risparmio sull’acquisto di carni bianche, ortaggi, frutta, vino, formaggi. Risultato: dai nostri tradizionali fornitori, avremmo pagato la stessa spesa circa il 30 per cento in più. E non avremmo avuto la stessa qualità di prodotti. Questo è Non Sprecare: risparmio e crescita economica. Per tutti.