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I prodotti a chilometro zero arrivano nelle scuole. C’é anche l’acqua

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Milano, 19 settembre – Le scuole di tutta Italia hanno da poco riaperto e devono fare i conti con tagli del personale e riduzione dei costi. Anche per risparmiare, molti istituti hanno deciso di puntare a prodotti a chilometri zero per le mense, valorizzando le ricchezze del territorio e limitando così i costi di trasporto. In linea con questa tendenza si posiziona l’acqua di rubinetto, trattata e non. La bevanda – comunque buona e controllata – “oltre a garantire un risparmio economico concreto (costa dalle 300 alle 1000 volte meno della cugina in bottiglia), riduce anche le spese di smaltimento rifiuti degli istituti”, scrive in una nota l’associazione Aqua Italia, che mette insieme le aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie.
Le bottiglie di plastica, spiega l’associazione federata ad Anima-Confindustria, rappresentano una quota del 5% dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata (Rapporto Ispra 2009). In particolare, 1 chilogrammo di Pet (25 bottiglie da 1,5 litri) consuma 2 chilogrammi di petrolio e 17,5 litri d’acqua. E rilascia nell’atmosfera 40 grammi di idrocarburi, 25 di ossidi di zolfo, 20 di ossidi di azoto, 18 di monossido di carbonio e 2,3 chilogrammi di anidride carbonica, gas responsabile dell’effetto serra.
La tutela dell’ambiente è uno degli aspetti emersi dallo studio di Aqua Italia, svolto tramite l’istituto indipendente Cra, sul consumo di acqua potabile trattata e non in Italia. Dall’analisi è emerso che il 74% degli intervistati ne ha fatto uso negli ultimi 12 mesi e che la scelta si è basata soprattutto sul gusto (29,8%), sui maggiori controlli rispetto all’acqua in bottiglia (20,4%) e, infine, sull’attenzione per l’ambiente (13%).

 

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