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I costi della Camera: 6 milioni per il parcheggio. Ma non bisogna dimezzare il numero dei deputati?

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La Camera dei deputati riapre e si conoscono finalmente i conti relativi alle spese per il funzionamento ordinario dell’assemblea. E’ un bilancio dove molte voci ancora non quadrano e puzzano di sprechi, specie se si considera il conto pagato dai contribuenti. Ecco qualche esempio. I cittadini pagano 17.500 euro al giorno per garantire riscaldamento, in inverno, e aria condizionata, in estate, in tutti i locali della Camera. Oltre 8mila euro al giorno volano per le pulizie dei locali, e soltanto gli ascensori significano un costo di 540mila euro al giorno. Ancora: 7 milioni e 369mila euro sono stati spesi per aggiornare i programmi di software dei vari computer in dotazione degli eletti, e 400mila euro sono stati stanziati per corsi di aggiornamento in informatica dei deputati. Complessivamente, soltanto la Camera dei deputati nel 2012 è costata 124 milioni di euro, nonostante la spending review del governo Monti. Il taglio più vistoso è quello del ristorante, dove il prezzo del menù fisso è salito a 12 euro, il servizio è self-service, e tovaglioli e posate sono di carta. Abituati a vecchi privilegi, molti onorevoli hanno così deciso di mangiare nei ristoranti esterni alla Camera. Infine, il capitolo delle gare d’appalto con cifre piuttosto opache. Due esempi. Soltanto per le fotocopiatrici, i toner, e l’inchiostro delle stampanti, c’è un bando per un appalto da oltre 3 milioni di euro, mentre l’amplimaneto del parcheggio dei deputati costerà 6 milioni di euro. Ma se, come tutti promettono, il numero dei parlamentari dovrà dimezzarsi, perchè bisogna pagare questi soldi per aumentare lo spazio riservato alle auto degli onorevoli?

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