Questo sito contribuisce all'audience di

Google dice addio alle rinnovabili

di Posted on
Condivisioni
"Pulizie di primavera" in corso nel numero uno dei motori di ricerca. Anche se fuori stagione. Ieri il colosso di Montain View ha annunciato dal suo blog ufficiale la terza fase dei programmi di tagli al budget programmati da aprile. L’azienda ha deciso di abbandonare complessivamente sette progetti a cui stava lavorando. Tra questi ci sono "Knol", una nuova enciclopedia online elaborata sul modello di Wikipedia e, soprattutto, "Renewable Energy Cheaper than Coal", che aveva l’obiettivo di rendere la tecnologia per il solare (ancora estremamente costosa) più abbordabile e quindi più sfruttabile a tutti i livelli.

Queste iniziative rientrano nella strategia messa in atto dall’amministratore delegato e co-fondatore, Larry Page, per ridurre il numero di settori su cui si concentra l’attività della società. "Siamo in procinto di arrestare un certo numero di progetti che non hanno avuto l’impatto che speravamo", si legge nel comunicato pubblicato sul blog ufficiale dell’azienda. Altre società – continua il messaggio – "sono meglio posizionate sul mercato per approfondire le ricerche in materia di rinnovabili e portarle al prossimo livello". Ma, se è vero che i cambiamenti arrivano in un momento in cui l’azienda si trova a dover fare i conti con la forte concorrenza di Apple e Facebook e con l’insoddisfazione di molti investitori per l’aumento della spesa, non si può dimenticare che ricerca e innovazione sono da sempre i pilastri strategici a Mountain View. Il portavoce del gruppo, Jill Hazelbaker, soltanto una decina di giorni fa ricordava che "investire in ricerca e progetti avanzati è una parte importante del Dna di Google". Non saranno questi i primi passi di un lento percorso verso una mutazione genetica della Grande G?

Il "Renewable Energy Cheaper than Coal" ora cancellato era uno tra i più ambiziosi progetti di Google. Il gruppo californiano ci lavorava dal 2007 con l’obiettivo di creare una nuova tecnologia in grado di far abbassare il costo dei pannelli solari del 25%. "Vogliamo applicare la stessa creatività ed innovazione alla sfida per la produzione di elettricità rinnovabile a livello globale e a costi inferiori rispetto a quella generata dal carbone" era, nel 2008, la promessa di Larry Page, Mister Google in persona.
 
Gli altri progetti accantonati dal motore di ricerca sono "Bookmarks List", il segnalibro per consentire l’accesso ai propri preferiti mediante il menu contestuale del browser; "Friend Connect", un dispositivo per trasformare ogni sito in un luogo di incontro e networking; "Google Gears", per fornire accesso offline ad alcuni servizi che solitamente funzionano online; "Search Timeline", applicazione per rendere più visuale la ricerca di contenuti su Google; "Google Wave", per condividere contenuti in tempo reale con i propri contatti.
 
Apettando una nuova primavera non ci resta che sperare in Google X, il luogo top-secret della California dove Big G starebbe realizzando robot, intelligenze artificiali, ascensori spaziali e auto senza pilota.