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Gli utenti italiani di Adsl in balìa dei disservizi

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Ricevo e volentieri pubblico questa lettera di un lettore. Chiedo all’H3G
di rispondere. E ai lettori di segnalare altri problemi con i loro operatori telefonici fornitori di Rete.

Data: mercoledi’ 23 settembre
A: Masera Anna
Oggetto: segnalazione comportamento scorretto H3G (Voice carrier 3)

Buon giorno gentile signora.

Poiche’ lei si occupa per conto de La Stampa di nuove tecnologie e informazione sul web le segnalo un comportamento dannoso di H3G non soltanto nei confronti dei clienti caduti nell’inganno della stessa, ma piu’ in generale per lo sviluppo del Paese, che vede allargarsi il gap tecnologico con il resto del mondo.

I fatti:

siamo una societa’ italiana e veniamo avvicinati da agenti H3G che ci propongono l’adesione ad un loro servizio di fornitura di banda dati mobile da “chiavetta” pen drive fornito dalla stessa. Al tempo eravamo clienti di Telecom Italia, della quale eravamo soddisfatti.

L’esca di H3G (il solo motivo che ci ha spinto a cambiare carrier) e’ stata quella di offrirci, a detta loro, un servizio di banda dati senza limiti di quantita’ dati utilizzati e alla velocita’ di una adsl. L’unico vincolo era di non sforare l’uso della linea dati per oltre 300 ore al mese.

In un mondo come quello odierno dove tutto si muove verso la connettivita’ mobile (relazioni/facebook, applicazioni aziendali/saas software, applicazioni mobile/iPhone, etc.) ci era sembrato opportuno aderire per, appunto, fare miglior uso della tecnologia ormai ampliamente diffusa nel mondo e assai poco in Italia, come quella appena citata, senza essere piu’ vincolati ad un luogo fisso.

Con sorpresa, trascorse alcune settimane d’uso del servizio, alle condizioni contrattuali sottoscritte e in aderenza a quanto raccontatoci dal venditore H3G, o loro agente ufficiale, vedevamo la velocita’ di connessione ridursi di oltre 200 volte, portandosi a 2kb (quando i primi modem di 15 anni fa avevano 56kb). Di fatto tale velocita’ non solo rendeva impossibile fruire di applicazioni saas, con grave danno per la nostra attivita’, ma rendeva anche di fatto impossibile usare la posta elettronica, per i tempi lunghissimi di scaricamento ed invio della stessa (ore per alcuni messaggi).

Segnalavamo il problema ad H3G che ci rispondeva che il loro sistema di distribuzione dei carichi “tagliava” la connettivita’ ad alcuni profili, per gestire meglio le risorse di rete. Tradotto significa: siccome vi abbiamo venduto un servizio che non siamo in grado di fornire (in sostanza via abbiamo raccontato balle alla stipula del contratto pur di portarvi via alla concorrenza), adesso facciamo finta di niente e senza avvertirvi di nulla vi rendiamo impossibile la navigazione e quindi l’uso del servizio che cosi’ profumatamente e puntualmente dovete pero’ continuare a pagare.

Infatti va notato che il servizio non viene fornito ma la fattura viene emessa per l’intero valore e se non saldata con puntualita’ vengono tagliate le linee anche di altre schede (voce ad esempio) di H3G facenti capo alla stessa societa’.

Per concludere, dopo aver rimbalzato contro il solito muro di gomma di H3G che si dichiara (sic) incompetente per risolvere il problema, e dopo aver rimbalzato contro il solito muro di gomma dell’agente di H3G che dopo averci venduto il servizio ora, lui pure, si dichiara (sic) incompetente per risolvere il problema, abbiamo pensato di segnalare il problema che oltre a danneggiare noi, certamente danneggia tutti quelli che, come noi, vorrebbero rendere le proprie attivita’ piu’ competitive in un mondo che corre, facendo appunto ricorso alla virtualizzazione, di cui la connettivita’ dati mobile e’ certamente il primo e necessario tassello. Le chiederei di aprire, se puo’, un forum dove raccogliere i certamente tanti danneggiati. Magari potrebbe essere un primo spunto per una class action contro H3G, che millanta servizi che non puo’ offrire caricandone l’intero prezzo in fattura. Potrebbe anche finalmente essere spunto per un nuovo incentivo alla promozione di tariffe e servizi piu’ bassi e trasparenti che incentivino l’uso di nuove tecnologie, certamente piu’ economiche ed ecologiche di quelle tradizionali, come il suo giornale web.

Cordiali saluti.

Vincenzo Pampararo