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Giochi e scommesse, l’allarme Antimafia: “Sono la nuova frontiera della criminalità”

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GIOCO D’AZZARDO CRIMINALITA’ ORGANIZZATA –

L’allarme arriva dall’Antimafia: il gioco e le scommesse sono diventate la nuova frontiera della criminalità organizzata. «In Italia l’industria del gioco ha attualmente un fatturato complessivo pari al 3% del Pil e dà lavoro a 5000 aziende e 120.000 persone. I dati, che si riferiscono al gioco legale, sono destinati ad impennarsi se si guarda anche al gioco clandestino».

È l’analisi fatta da Gianfranco Donadio, Procuratore aggiunto presso la Dna e che è riportata nella relazione sui rischi di infiltrazione della mafia nei giochi leciti ed illeciti presentata oggi alla commissione antimafia dal senatore dell’ Idv Luigi Li Gotti, che ne è il relatore per conto del gruppo di lavoro che ha seguito il tema. Gioco d’azzardo criminalità organizzata, due parole che vanno a braccetto.

Li Gotti scrive: «Il risultato finale è che in questo genere di mercato l’impresa mafiosa sta iniziando ad operare in regime di monopolio, mortificando la libertà di iniziativa economica privata (art. 41 Cost.), che sta alla base del principio di libera concorrenza, condizione primaria per lo sviluppo democratico ed economico del nostro Paese».

GIOCO D’AZZARDO MAFIA

Ma è il giudizio complessivo quello più allarmato ed allarmante: «il gioco, comprese le scommesse su eventi sportivi, per i notevoli introiti che vengono assicurati, a fronte di rischi giudiziari relativamente contenuti, è ormai diventato la nuova frontiera della criminalità organizzata di tipo mafioso». Il giudizio dell’Antimafia compare proprio nel capitolo in cui si riporta l’analisi della Dna. Infatti le indagini giudiziarie hanno dimostrato che le organizzazioni criminali, su buona parte del territorio nazionale, impongono sui loro territori le loro «slot machine», che anche quando sono regolari assicurano guadagni ingenti e rapidi.

Le «incursioni mafiose» hanno nel mirino anche la gestione delle bische clandestine, dell’organizzazione del toto nero e del lotto clandestino. «Il dato allarmante che si ricava dall’analisi svolta dai magistrati della Direzione nazionale antimafia è che anche nel settore delle scommesse su eventi sportivi (come del resto in altri settori economici, ad esempio quello agro-alimentare), oramai le mafie operano come dei soggetti economici inseriti a pieno titolo nel tessuto legale, non limitandosi più a semplici incursioni».

Anzi ormai la presenza mafiosa sta modificando il tradizionale volto di questo settore. Infatti l’organizzazione mafiosa, pur non rinunciando al tradizionale «pizzo» nel settore del gioco e della raccolta delle scommesse su eventi sportivi, sta cambiando volto: si sta strutturando sotto forme di imprese con connotati di normalità. Il fatto che certe imprese siano ben conosciute come legate alla criminalità svolgendo per essa il ruolo di «lavanderia» a fini di riciclaggio, fa sì che le imprese lecite e pulite abbandonino quel tipo di mercato perchè ritenuto non più conveniente o comunque poco remunerativo.