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Francia: la montagna è eco-romantica

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Bonneval-sur-Arc e’ un borgo della Savoia dove la mondanita’ e’ bandita. Piste senza folla, cibo sano e camini sempre accesi. Per chi cerca autenticita’ e ricordi d’altri tempi

Eco-romanticismo e’ la parola d’ordine nel borgo di Bonneval-sur-Arc, una manciata di baite, con spessi muri in pietra e tetti spioventi, sopravvissute intatte alla Seconda guerra, nel cuore del Parc National de la Vanoise, subito oltre il tunnel del Fre’jus. Solo pochi chilometri in linea d’aria lo separano dalla mondanissima Val d’Ise’re, oltre il Col de l’Iseran (2770 m), il valico stradale piu’ alto d’Europa, eppure sembra lontanissima.

Qui, a Bonneval, unico villaggio della valle dell’Alta Maurienne, atmosfere e riti sono uguali a trent’anni fa, quando approdarono i primi turisti. Oggi e’ ancora cosi’. Le case non hanno numeri ma nomi, non ci sono antenne ne’ parabole, l’elettricita’ e’ arrivata solo nel 1997, ma una televisione locale a circuito chiuso trasmette in ogni abitazione programmi culturali e di cronaca, informazioni sulla neve e sulle piste. E le strette viuzze del Vieux Village, il centro storico, sono coperte da una coltre di neve spessa, un metro e passa, che nessuno spala. Per scelta. Come fosse una quinta teatrale che non si puo’ modificare. Dopotutto a Bonneval, nel circuito dei Plus Beaux Villages de France, sinonimo di patrimoni storici e genuinita’, le case odorano ancora di legna e sapori di montagna.

Per capire cosa c’e’ dietro alla vita tranquilla e fuori del tempo di Bonneval si entra a tardo pomeriggio a l’Espace Neige e Montagne (tel. 0033.4.79.05.95.95) dove un allestimento di foto storiche e attrezzi sportivi dell’epoca fabbricati in legno dalla gente del posto testimoniano rispetto per le tradizioni montanare e i mestieri d’alta valle. Quasi un monito per non dimenticare. In paese anche l’auto diventa un accessorio: si parcheggia e si dimentica per la durata del soggiorno. Le distanze sono minime e tutto si raggiunge a piedi, anche gli impianti.

I 25 chilometri di piste del comprensorio sono serviti da undici mezzi di risalita dove non si fa mai la coda: partono dal paese e salgono ai 3000, ai piedi del ghiacciaio, con la neve garantita fino ad aprile (giornaliero 21 ?, settimanale 81 ?). E per avere una visione d’insieme della corona di montagne che abbracciano Bonneval-sur-Arc, basta fermarsi per uno spuntino caldo a Le Criou, l’unico ristorante sulle piste, in cima al te’le’sie’ge 3000, lo skilift.

Per la notte, L’Htel du Glacier des Evettes, a conduzione familiare, e’ il ritrovo di tutti gli abitanti del villaggio. Le camere sono assai spartane, ma i mobili anni Cinquanta e la cortesia sembrano appartenere a questi luoghi da sempre. Charme e accoglienza familiare all’Htel a’ la Pastourelle, in pietra e con il tetto in losa, nella parte alta della frazione di Tralenta, tra Bonneval ed Ecot, l’alpeggio sopra il paese. Ha solo dodici camere in stile savoiardo, pareti color senape, travi a vista, vecchie foto del villaggio e un balcone panoramico. Niente male la cucina: si cena attorno a un grande camino sempre acceso.

Per conoscere i sapori locali la scelta si concentra sul ristorante Le Vieux Pont, d’atmosfera. I ragazzi frequentano volentieri la pizzeria La Benna (tel. 0033.4.79.05.83.78, anche da asporto). La dispensa si riempie grazie a Le Pontet Boucher-Traiteur (tel. 0033.4.79.05.95.50), fornitissimo negozio di alimentari situato nella cosiddetta Grande Maison, una delle case piu’ antiche del Vieux Village. Si possono noleggiare attrezzi per la raclette, la pierrade e la fonduta, oltre a scegliere formaggi, salumi, vini del territorio.

Bessans, la capitale del fondo, e’ poco piu’ a sud di Bonneval, in direzione di Modane, e vanta 80 chilometri di tracciati esposti a mezzogiorno, adatti anche allo skating (pattinaggio). A Bessans la soluzione migliore e’ alloggiare in uno chalet. Uno dei piu’ graziosi e’ Chez Mamie Anna, cinque camere in stile, tutte con caminetto, in una casa secolare in pietra. La Des 4 Cornes e’ la camera piu’ tradizionale, piena di diavoletti in ogni angolo. Per capire la storia di questi oggetti fortemente legata a Bessans, la persona adatta e’ lo scultore George Personnaz, nella sua bottega ce ne sono di ogni misura e dimensione.

Prima di partire per il grande anello per il fondo, vale una sosta golosa Le Chalet de Se’raphin. Lo chef si esprime al meglio con il farci de Bessans, un mix di cavolo e carne di maiale, e la diot, salsiccia locale servita con pasta fresca. Per la notte, Le Moulin de Marie, vecchio mulino ricostruito secondo i canoni estetici savoiardi. Poche camere, sauna e ottime prime colazioni.

Ornella d’Alessio
Testo e foto tratti da DOVE