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Ferrara, la smart city che vive a pedali

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Esistono città italiane che andrebbero prese a modello, per vivere Non Sprecando e agire concretamente per salvare il nostro pianeta. Una di queste è Ferrara, che ha puntato sulla sostenibilità e in particolare sulle due ruote della bicicletta. Ce lo racconta Antonio Galdo nel suo nuovo libro L’egoismo è finito, che potete trovare in libreria già da alcuni giorni. Ve ne proponiamo un passaggio:

Il cartello parla chiaro: «Ferrara città delle biciclette». Te lo trovi sul muso, a ogni ingresso nel perimetro urbano, come avvertimento per i pendolari e i turisti e come promemoria per i residenti. Qui la bici è genius loci, nume tutelare di una comunità al pari di san Giorgio, il patrono che protegge dalle piene del Po, e dell’Unesco che ha messo il suo sigillo, patrimonio dell’umanità, su questo scrigno dell’urbanistica rinascimentale ispirata dalla signoria della famiglia d’Este. Guido Foddis, cantautore e chitarrista, interpreta in chiave contemporanea l’identità a due ruote di Ferrara girando l’Italia con la sua rock band a pedali, per concerti, spettacoli teatrali e cd che si aprono con l’inno alla Repubblica delle biciclette: «Pensare a pedali, mangiare a pedali, dormire a pedali, fare l’amore a pedali…» Foddis esagera, da bravo artista. Ma non c’è dubbio che attorno alla bicicletta, una per ciascuno dei 135 000 abitanti, Ferrara abbia costruito il suo modello di smart city, un percorso unico e originale attraverso strade e piazze, negozi e palazzi, che traccia uno schema di mobilità urbana parallelo a uno stile di vita. Basta sfogliare i giornali locali, ascoltare una radio di territorio, incrociare su Facebook i gruppi di navigatori web o siti come www.ferrarainbici.it, e si apre lo squarcio di una città dove si discute, e si decide, attorno a un unico tema: la bicicletta, come migliorarne l’uso, integrarlo sempre meglio con i mezzi pubblici e sottrarlo al rischio del rigetto da parte di automobilisti e pedoni.

Per saperne di più: L’egoismo è finito di Antonio Galdo (Einaudi 2012). Per ordinare il libro clicca qui.