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Edifici pubblici: -30% energia se riqualificati

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Riqualificare, dal punto di vista energetico, gli oltre 100mila edifici pubblici italiani permetterebbe di ridurre i consumi di energia del 33 per cento. Altri consistenti risparmi arriverebbero da interventi di efficientamento dell’edilizia privata. È questa una delle 70 proposte green contenute nel Programma di sviluppo di una green economy, elaborate per rispondere alla doppia crisi italiana, economica e ambientale e presentate ad Ecomondo in occasione degli Stati Generali della Green economy.

Oltre all’efficienza e al risparmio energetico, gli altri settori strategici per una conversione ecologica dell’economia sono l’ecoinnovazione, le fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile, un uso efficiente delle risorse, il riciclo dei rifiuti e lo sviluppo delle filiere agricole di qualità ecologica.

Punto di partenza: ottenere una maggiore consapevolezza dei cittadini, del mondo economico e di quello politico, al fine di produrre e utilizzare beni e servizi di qualità ecologica e ridotto impatto ambientale per tutelare le risorse naturali.

Tra le proposte per l’ecoinnovazione: il supporto alla diffusione nelle imprese dell’innovazione tecnologica di prodotto e di processo e partenariati fra università, enti di ricerca e imprese. A questo si aggiunge la necessità di intervenire nella progettazione di beni e imballaggi, abbattere lo smaltimento in discarica, sviluppare il mercato delle materie prime seconde e dei prodotti realizzati con materiali riciclati.

Sul fronte delle fonti rinnovabili, dal Rapporto emerge che, in Italia nel 2011, hanno rappresentato il terzo settore di approvvigionamento energetico, dopo petrolio e gas, con oltre il 13 per cento del consumo totale lordo facendo anche registrare l’incremento maggiore tra tutte le fonti. La crescita maggiore è del fotovoltaico che, con 9,3 GW installati nel 2011, ha reso l’Italia il primo mercato al mondo del fotovoltaico.

Per quanto riguarda le filiere agricole di qualità ecologica, il documento intende preservare la destinazione d’uso e arrestare il consumo del suolo agricolo, favorire l’occupazione giovanile, promuovere lo sviluppo delle agroenergie, del biologico e dell’agricoltura nei territori montani e collinari e nelle aree protette nonché nelle aree urbane.

Infine, per la mobilità sostenibile le proposte prevedono di puntare su una mobilità urbana sostenibile, di promuovere la diffusione di veicoli a basse emissioni, sviluppare infrastrutture digitali al servizio dei trasporti, raddoppiare al 2030 la quota del trasporto merci e passeggeri su ferrovia regionale, far decollare il telelavoro, raggiungere il target europeo per i biocarburanti e realizzare un trasporto marittimo a bassi consumi energetici.