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Così cambiano gli studi dei manager

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La formazione del manager cambia percorso. Le piu’ importanti scuole di formazione internazionale, quelle che assegnano i famosi Mba (Master in business and administration) con i quali si fa carriera ai piani alti della finanza e dell’industria, stanno modificando in modo radicale i loro piani di studio. Entrano, tra le materie essenziali per la “cassetta degli attrezzi” del futuro manager, le scienze umanistiche che negli ultimi anni erano passate in secondo piano. Il mutamento non e’ secondario. Tra gli effetti culturali della crisi, infatti, c’e’ anche l’autocritica dei grandi capi delle business school, che oggi riscoprono l’importanza di studi come la storia, la filosofia, la semiotica, la letteratura, la musica, l’arte. E innanzitutto l’etica. Lo spostamento del pendolo formativo a favore di materia tipicamente umanistiche e’ legato al fatto che, specie nella finanza, i rampolli certificati con i Master si sono mostrati troppo vulnerabili sul fronte della visione complessiva dei fenomeni e dal punto di vista della gerarchia dei valori. Da qui, e’ il ragionamento che si fa nelle scuole, una deriva che ha dato a questa crisi connotati prima morali e poi economici.
L’adeguamento e’ a tappeto. Cosi’ se a Cambridge e’ stato inaugurato un workshop tutto dedicato alla musica classica, per sviluppare la creativita’ e l’armonia degli studenti, a Madrid, nell’Istituto de Empresa si punta sul teatro e sulla grande letteratura europea. E se al Massachusetts Institute of Technology e’ previsto un corso di arti visive, alla Ecole de Management di Grenoble, tra le nuove materie, c’e’ anche l’insegnamento della Epistemologia, la filosofia della scienza. Il tentativo, in termini di formazione, e’ quello di fornire ai manager di domani gli strumenti necessari per uscire dalla trappola di riferimenti soltanto quantitativi. E chissa’ che con il nuovo indirizzo delle grandi scuole economiche non vada in soffitta, finalmente, la teoria assoluta del “creare valore”. Una sorta di slogan, o di paravento, dietro il quale si sono nascoste le piu’ spericolate e spregiudicate tecniche di gestione aziendale. E si e’ distrutto non solo il valore e la reputazione di un’azienda, ma in alcuni casi perfino la sua capacita’ di esistere sul mercato.