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Consulenze inutili: due miliardi al vento Ecco lo spreco di Stato e le sue assurdità

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Esperti per il benessere degli animali, tartufologi e addirittura addetti al collaudo statico dei loculi del cimitero: sono tantissimi gli incarichi grotteschi per i quali le casse statali sborsano ogni anno la bellezza di 2 miliardi di euro l’anno.

Come leggiamo su Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio ai ministeri fino alle aziende ospedaliere, le Asl, le università e le scuole, le Regioni, le Province e i Comuni sono 456.565 i collaboratori extraorganico:  a volte parenti, amici di o personaggi abbastanza equivoci a cui viene affidato un ruolo decisamente particolare.

Tanto per fare qualche esempio, alla Provincia di Crotone sono stati assunti due “inseritori di dati esterni” mentre a Torino il Comune ha rinnovato per due anni un incarico da 19.828 euro a un consulente che si occupa del benessere degli animali. A Potenza il Comune ha affidato una consulenza tecnica da 28.868 euro per verificare la correttezza delle fatture di Telecom Italia. Era veramente necessaria?

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In Friuli-Venezia Giulia, la Regione ha deciso di destinare 26.370 euro per affidare a una persona il compito di verificare se nevica e quanto nevica. Altri 10mila euro sono stati investiti per salvare le biblioteche nel deserto della Mauritania.

Curioso invece il caso di Cancellara in provincia di Potenza dove l’amministrazione comunale ha scelto di destinare 22.526 euro al collaudo statico dei loculi del cimitero.

Tra il 2011 e il 2012 i ministeri hanno speso 20 milioni di euro in consulenze, 152 milioni sono usciti dalle casse delle Regioni, 420 milioni dai Comuni e 110 milioni dalle Province. Centosessanta invece i milioni spesi dalle aziende ospedaliere. E ancora 178 milioni le Asl, oltre 100 le università e 60 milioni le scuole. Certo non tutti gli incarichi assegnati sono inutili ma accanto a quelli di insegnanti e ricercatori la maggioranza finisce per arricchire amici e parenti.

C’è il consulente che da vent’anni siede al fianco dei ministri e nel 2011 strappa l’ennesimo contratto da 170mila euro, l’ex-soubrette chiamata dalla Difesa a lavorare sulla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e addirittura l’esperto di tartufi.

Certo la spending review avviata dal governo Monti ha ridotto il numero di esperti esterni del segretariato generale passati da 225 a 56 e il numero di quelli nominati dai ministri senza portafoglio diminuiti da 39 a 21. Tagli importanti ma non sufficienti per giustificare il fatto che nonostante la Presidenza del consiglio stanzi ogni anno 95 milioni di euro per il personale di ruolo, tra il 2011 e il 2012 ha speso ben 5,1 milioni per i suoi consulenti.

Senza contare poi i cosiddetti consulenti mascherati come qualcuno li definisce ossia il personale di supporto politico, i cosiddetti “articolo 90” in riferimento all’articolo del Testo unico sugli enti locali che permette agli organismi politici di assumere personale di fiducia. Il Comune di Roma spende 2,8 milioni l’anno per i loro stipendi, 2,2 milioni Napoli, 1,6 Torino, 1,2 Milano. Ma dietro la discrezionalità si nascondono sprechi quando non casi di familismo e clientelismo politico.

Una pioggia di incarichi inutili e spese pazze quindi: tanto, come sempre, pagano i contribuenti.

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