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Con il progetto SA.PE.I risparmieremo 70 milioni di euro di energia

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In un momento di eccezionale tensione sul versante dei consumi energetici globali, dalla crisi in Libia alla tragedia in Giappone, una buona notizia arriva dall’Italia, dal versante di quelle grandi opere da sistema Paese che facciamo sempre grande fatica a realizzare. E’ stato infatti inaugurato a Borgo Sabotino, in provincia di Latina, il nuovo elettrodotto sottomarino di Terna, SA.PE.I (acronimo di Sardegna – Penisola Italiana), il più lungo ponte elettrico al mondo con un potenza di 1000 megawatt, che si snoda per 435 chilometri tra Fiumesanto, in Sardegna e Latina, nel Lazio, arrivando a 1.640 metri di profondità.
L’opera segna una serie di record che vanno ricordati. Si tratta, innanzitutto, del più avanzato elettrodotto mai realizzato in Italia, con un finanziamento – record di 750 milioni di euro, messi sul tavolo da Terna e dalla Banca Europea per gli investimenti. In secondo luogo SA.PE.I , che unisce la Sardegna al continente, non è rimasto intrappolato nella gabbia della burocrazia e dei veti che, di solito, penalizzano le grandi infrastrutture italiane. Il progetto è stato autorizzato in soli 14 mesi (rispetto a una media di 3 anni per questo tipo di opere) e realizzato in appena 48 mesi, grazie al coinvolgimento di 177 imprese italiane per oltre200mila giornate lavorative.
Quali vantaggi darà al sistema energetico nazionale l’elettrodotto di Terna? Ci sarà un risparmio di 70 milioni l’anno per il sistema elettrico, grazie all’eliminazione dei “colli di bottiglie” tra la zona della Sardegna e il resto del mercato; migliora la copertura del fabbisogno nell’isola, nel Lazio e nell’intero Centro Italia; si riducono le emissioni di c02 nell’atmosfera, per oltre 500mila tonnellate l’anno, per effetto di un maggiore utilizzo di energia rinnovabile.
Il ponte elettrico SA.PE.I rientra negli obiettivi del “Progetto Insula”, con il quale Terna intende unire la penisola italiana alle principali isole con una rete di cavi sottomarini all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. La Sicilia e la Calabria, per esempio, saranno unite da un collegamento di 105 chilometri (dei quali 38 in cavo sottomarino), e un sistema di 90 chilometri di cavi metterà in connessione elettrica le isole di Capri e Ischia con la terraferma. Speriamo solo che i tempi, le procedure e i risultati di SA.PE.I non siano un’eccezione, ma una nuova regola per le opere pubbliche da sistema Italia.