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Come risparmiare 1 miliardo di euro

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Potrebbero essere risparmiate diverse centinaia di milioni di euro di spesa sanitaria intervenendo nei settori dello smaltimento rifiuti, del catering, della lavanderia, delle bollette energetiche e telefoniche. Finora invece, agendo solamente sulle due voci del numero dei ricoveri e della spesa farmaceutica, si sono si’ raggiunti piu’ alti indici di appropriatezza delle spese, ma si e’ trascurato che queste aree di intervento incidono direttamente sulla qualita’ della salute prodotta, dei servizi erogati e piu’ genericamente della vita dei pazienti. Lo ha dichiarato il presidente di Ageing – Osservatorio Terza eta’, Emilio Mortilla, presentando ai ministri Sacconi e Fazio, nel corso del convegno "Anziani e welfare, quale sostenibilita’?" a Roma, la richiesta di non agire piu’ sui capitoli di spesa sanitaria che producono salute e servizi.

Mortilla ha chiarito che negli ultimi dieci anni il contenimento della spesa sanitaria si e’ diretto verso una riduzione del numero dei posti letto, dei ricoveri e delle giornate di degenza. Con meno ricoveri e meno degenze, però, sono cresciute le spese per acquisti di beni e servizi ospedalieri, cioe’ lavanderia, catering, smaltimento rifiuti e cosi’ via, passate dal 17,3% della spesa totale nel 2001 al 22,4% nel 2009. E’ in questi ambiti che secondo Mortilla ci sono aree di spreco e dunque la possibilità di intervenire, anche perche’ le strutture pubbliche "producono il doppio dei rifiuti rispetto alle private". La richiesta e’ dunque quella di un intervento della Commissione parlamentare d’inchiesta e della Procura generale presso la Corte dei Conti su questi capitoli di spesa "sui quali non si sono mai accesi i riflettori della pubblica attenzione".

Secondo un’indagine condotta da Ageing su 74 strutture sanitarie, se si applicasse in tutte le strutture il prezzo medio rilevato per lo smaltimento dei rifiuti si raggiungerebbe un risparmio annuo di oltre 36 milioni di euro. E aggiungendo quelli di catering, lavanderia, telefonia, energia si potrebbe arrivare ai risparmi complessivi per un miliardo di euro. Poiche’ finora "non risulta che le somme risparmiate nell’ambito dell’assistenza ospedaliera in genere e farmaceutica in particolare siano state trasferite al territorio per soddisfare le esigenze degli anziani over 65 e delle persone disabili" (e’ in particolare per loro che sono calate le giornate complessive di degenza e si sono prodotti risparmi in dieci anni per 3,6 dei 6,1 miliardi complessivi di minore spesa), la proposta e’ quella di indirizzare quel miliardo di euro aggiuntivo di risparmio esclusivamente per interventi sulla non autosufficienza. E, nonostante il relativo Fondo non sia stato rifinanziato, Mortilla ripropone di renderlo operativo, anche ipotizzando di incrementarlo attraverso un contributo di solidarieta’ (un ticket insomma) di 5 euro sulle giornate di degenza e di 3 euro sui day hospital per i soggetti fra 15 e 64 anni.
 

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