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Buone pratiche per non sprecare

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Gestire i rischi derivanti dai cambiamenti

climatici, ottimizzare i consumi

energetici, accrescere l’utilizzo delle

fonti rinnovabili, ridurre l’impiego di materie

prime nei processi produttivi: sono

molteplici i motivi per cui nel mondo del

business il concetto di sostenibilità viene declinato

prima di tutto in senso ambientale.

Con alcune grandi imprese che si stanno imponendo

per la qualità delle loro pratiche.

È il caso di Enel, che da gennaio è entrata fra

le 54 aziende mondiali che secondo il Global

Compact (iniziativa Onu per la promozione

della sostenibilità) costituiscono un

punto di riferimento per l’elaborazione di

un modello d’impresa sostenibile. L’ex-monopolista

elettrico, da anni presente negli

indici di sostenibilità di Dow Jones (circa il

17% del suo flottante è in mano a fondi socialmente

responsabili o etici), è ad esempio

fra i leader mondiali in termini di capacità

installata di produzione di energia da

fonti rinnovabili e sta per avviare, in Italia e

in Spagna, due progetti tecnologicamente

avanzati per la cattura e il sequestro di CO2.

Non è da meno l’impegno ambientale di Eni,

che è stata appena riconosciuta la migliore

società quotata in Italia per l’informazione

fornita sulle proprie emissioni di

CO2 e per i risultati ottenuti nella loro riduzione:

a dirlo è stato il Carbon disclosure

project, organizzazione non profit costituita

dai maggiori investitori internazionali che

da un decennio premono sulle grandi corporation

per avere informazioni sul livello

delle loro emissioni inquinanti. Intesa Sanpaolo

è invece stata riconosciuta nel 2010

dalla rivista statunitense Newsweek il primo

gruppo "verde" italiano per le sue politiche

a favore dell’ambiente.

Fra le iniziative dei molti big internazionali

da tempo impegnati sul fronte ambientale,

si segnala il programma particolarmente

sfidante (Sustainable living plan)

varato da Unilever: mira a dimezzare nei

prossimi dieci anni l’impatto ambientale

dei suoi prodotti (in termini di utilizzo di

acqua, produzione di rifiuti ed emissioni di

CO2), raddoppiando però allo stesso tempo le vendite.