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Bici 2 / Col casco obbligatorio vita dura per il bike sharing

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Il Bike Sharing promosso amministrazioni cittadine di tutto il mondo è ovunque un successo, anche oltre le previsioni più rosee, ma ci sono un paio di clamorose eccezioni: Seattle e Melbourne. La responsabilità di questi fragorosi fallimenti sarebbe da individuare nelle leggi locali che impongono di indossare il casco anche quando si viaggia in bicicletta. L’esempio più clamoroso è quello della città australiana nella quale a fronte di 600 bici messe a disposizione l’utilizzo è fermo a 70 “viaggi” al giorno.

A Dublino, con 450 bici, si viaggia sulla cifra di 5000 utilizzi giornalieri. Una disastro simile si registra anche nella capitale dello Stato di Washington con la municipalità che sta cercando di metterci una pezza regalando 500 caschi agli utenti registrati al servizio e offrendo sconti per l’acquisto nei negozi locali per chi aderisce d’ora in avanti.

Il dubbio è amletico: la legislazione che regola la sicurezza dei trasporti, anche in bicicletta, va derogata se nel frattempo ci si è posti il nobile obiettivo di favorire una mobilità sostenibile? Il buonsenso suggerirebbe di sì sempre guardando alle statistiche del bike sharing di Dublino: con un milione di viaggi sulle bici messe a disposizione non è stato ancora registrato un singolo caso di incidente fra gli utilizzatori.