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Basta addobbi per il due novembre

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asta fiori sulle tombe dei defunti. O almeno, basta con le composizioni floreali, con la corsa ad addobbare i cimiteri in vista del 2 novembre. Monsignor Paolo Razzauti, vicario episcopale della Diocesi di Livorno e parroco del duomo, sceglie Facebook per lanciare quella che, spiega, «può sembrare una proposta dissacrante». Soldi in beneficenza invece che nelle casse dei fiorai, eccola l’idea di Monsignor Paolo: «I soldi risparmiati per quella spesa potrebbero sfamare migliaia di bambini, potrebbero aiutare famiglie in grave disagio, potrebbero permettere di costruire qualcosa di meglio e, sono certo, che i nostri defunti non soltanto sarebbero più contenti, ma dall’alto ci aiuterebbero a compiere meglio il bene». Il ragionamento, nero su bianco, non fa una piega, ma non convince tutti. Su Facebook, per esempio, gli amici don Paolo si dividono. I contrari, i favorevoli, gli scettici. «Proposta sensata ma a Livorno la trovo gettata al vento» dice Claudio Pardini. E poi: «A chi diamo il nostro contributo? Di associazioni ce ne sono anche troppe e danno la sensazione di farsi concorrenza». Ma l’Adoc, associazione dei consumatori, appoggia la proposta di Don Paolo. «Il 2 novembre- dice il presidente Carlo Pileri- è ormai divenuto da anni un giorno di speculazioni. I fiori sono facilmente deperibili, impossibili da acquistare con l’anticipo necessario ad evitare incrementi ingiustificati, perciò chi vuole commemorare i defunti potrà essere costretto a pagare anche 3,50 euro per un crisantemo! La media, invece, è di 2,40 euro. Un prezzo assurdo e vergognoso, il 2,1% in più dell’anno passato». Per non parlare di addobbi e lumini «aumentati nel giro di un solo anno del 3,6% arrivando a costare in media 5,70 euro, per una durata di poco più di 70 giorni. Se consideriamo che una famiglia media acquisterà un mazzo di crisantemi e due lumini, la cifra totale spesa dalle famiglie sarà di oltre 420 milioni di euro. E i confronti con il 2001, ultimo anno in cui vigeva la lira, il confronto è impietoso. Un lumino è rincarato del 1192%, un crisantemo del 361%». Paolo Razzauti è un uomo di chiesa con il cuore che batte anche a sinistra. Sta con gli indignati che sono scesi in piazza a Roma, ma naturalmente condanna le violenze di «persone che non hanno niente a che fare con la dignità umana». Accende una candela per Marco Simoncelli, ma sul web si interroga: «Quanti piangono per i bambini denutriti che ogni ora muoiono nel mondo? Quanti piangono per le persone che debbono elemosinare perchè non arrivano a fine mese?». Ora, la proposta anti-addobbi. Rivolta a tutti. «I credenti possono ricordare meglio e fare più onore ai propri defunti con una preghiera; coloro che dicono di non credere elevino un pensiero e li sentiranno vicini».

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