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Barbarossa, flop a spese nostre

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Tra le tante voci di spesa, ci sono 400 costumi, 100 carri falcati, 200 armature (perfette riproduzioni realizzate in India), 4.550 cavalli, 12 mila comparse, piu’ i cachet degli attori, incluso Raz Degan nei panni di Alberto da Giussano. E tutto il resto, naturalmente. Spesa finale: 30 milioni di dollari, compresa la postproduzione per le 800 scene trattate con effetti speciali digitali.

Chi ha pagato? Al 60 per cento imprenditori privati vicino alla Lega, al 40 per cento la Rai: 12 milioni di euro di soldi dei contribuenti, quindi, a pesare sul bilancio gia’ drammaticamente in rosso della tivu’ pubblica.

Soldi che, ormai e’ certo, non torneranno mai indietro: nei cinema “Barbarossa” e’ un flop e l’incasso dei botteghini – secondo le previsioni – non coprira’ nemmeno un terzo delle spese sostenute.

L’ultimo spreco di denaro pubblico ha un nome e cognome preciso: Umberto Bossi, capo della Lega e grande sponsor politico del progetto, nonche’ amico personale del regista e pure presente in un cameo nella pellicola di Renzo Martinelli.
Berlusconi insomma ha usato la Rai (che imporra’ il film in due puntate anche sul piccolo schermo) per tenersi buono l’alleato di governo, a spese nostre.

Dev’essere questo il famoso “Roma ladrona”, lo slogan con cui la Lega ha mosso i suoi primi passi fino ad arrivare direttamente a usufruire del bottino.