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Alta velocità, l’ultimatum dell’Europa

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Adesso è ufficiale, o meglio ancora più ufficiale. "Se i lavori della Tav non partono entro il 30 giugno l’Europa toglierà i soldi che ha destinato all’opera". L’ha scritto mercoledì’ il commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas in una lettera spedita dal vicepresidente della commissione, Siim Kallas, al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, e anticipata dal Sole-24 ore. Non è più’ tempo di rinviii e quel famoso "buco" alla Maddalena di Chiomonte in Val di Susa deve iniziare.

Tre le condizioni da soddisfare entro meno di una settimana: i lavori alla Maddalena, dove i No Tav da un mese hanno allestito un presidio di opposizione, l’approvazione del progetto preliminare e la firma dell’accordo fra Italia e Francia. Altrimenti: "vi è un rischio evidente che una parte sostanziale del finanziamento globale Ue di 672 milioni di euro andrà persa". Non solo: anche i fondi futuri (il totale è di 2 miliardi) potrebbero essere in forse se il Governo non dovesse rispettare questa scadenza, con il rischio che la Torino-Lione venga cancellata dal piano di infrastrutture strategiche dell’Europa  "I progressi che saranno effettuati in questo senso – si legge nella lettera – saranno cruciali per la possibilità di inserire la Torino-Lione nella futura proposta della commissione del "core network"". "La commissione – continua la lettera – mantiene il suo impegno a realizzare questo grande progetto di infrastruttura, ma è giunto il momento per i due beneficiari di impegnarsi a iniziare quanto concordato e da tanto atteso".

L’opera rischia quindi di essere cancellata totalmente e definitivamente da tutte le mappe e da tutti i programmi infrastrutturali di Bruxelles.