Questo sito contribuisce all'audience di

Africa: tre presidenti hanno in Francia beni per 160 milioni

di Posted on
Condivisioni

Hanno affamato i loro popoli e intanto ammassato ricchezze all’estero, prima di tutto in Francia. Così Parigi è diventata il punto di riferimento per alcuni governanti dei Paesi africani e spesso il rifugio per i dittatori in fuga.
Dopo decenni in cui praticamente nessuno ha mosso un dito per fermare questo scandalo internazionale, finalmente Transparency International, l’associazione che lotta contro la corruzione, si è rivolta alla Corte Suprema francese, chiedendo che venisse fatta luce sugli affari non molto puliti di alcuni capi di Stato che si sarebbero messi in tasca copiosi fondi pubblici per poi spenderli all’ombra della Tour Eiffel.

Un tesoro da 160 milioni di euro

Le autorità di Parigi in passato avevano preferito, però, non indagare a fondo e non ficcare il naso negli interessi di alcuni Paesi africani in cui la corruzione è a livelli inquietanti, tenendo un profilo basso, anche per non creare tensioni con le ex colonie.
Almeno così  è stato fino a oggi. Come ha riportato il 10 novembre il Times, sotto accusa sono finiti il presidente della Repubblica del Congo (Brazzaville), Denis Sassou Nguesso, quello della Guinea equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, e quello del Gabon, Ali Bongo Ondimba.
In Francia, secondo le indagini, i tre leader hanno proprietà valutate in 160 milioni di euro, oltre a una serie infinita di auto di lusso: Aston Martin, Rolls-Royce e Maserati. 
Appena ricevuta la notizia, i presidenti hanno contrattaccato per voce dei rispettivi legali:  faranno tutti ricorso all’immunità diplomatica che viene loro assicurata. Una garanzia che però non è estendibile ai familiari, che invece rischiano fino a cinque anni di galera se venisse provata l’accusa di appropriazione indebita.

Proprietà immobiliari, fuoriserie e conti bancari

Si tratta di un «importante passo in avanti dal punto di vista legale», hanno dichiarato da Transparency International, che ha ricordato come altre volte le autorità giudiziarie francesi si fossero opposte a questo tipo di inchieste.
«Questa è la fine dell’impunità per coloro che hanno saccheggiato le ricchezze naturali dei loro Paesi», ha ribadito il legale del gruppo anti-corruzione, William Bourdon. E pensare che la decisione dell’alta Corte è arrivata tre anni dopo la compilazione, da parte della polizia francese, dell’inventario dei beni in mano alle famiglie dei tre presidenti.
Nella lista si trova veramente di tutto. Il leader del Gabon, Ali Bongo Ondimba, possiede ben 39 proprietà sparse in tutta la Francia, fra cui una casa nel centro di Parigi del valore di 18,9 milioni di euro. Ma è solo l’inizio. Ondimba può disporre tranquillamente di 70 conti bancari, due Ferrari, sei Mercedes, tre Porsche, una Bugatti e una Maybach 57, una limousine di fabbricazione tedesca, comprata nel 2004 per 390 mila euro.
Gli altri presidenti non sono da meno. Nguesso ha l’imbarazzo della scelta, tra le sue 24 proprietà e i suoi 112 conti bancari.
Anche i loro parenti sono stati ben “sistemati”. Come il figlio di Nguema, nominato ministro dell’Agricoltura della Guinea equatoriale, e quando non si trova a contrastare carestie o altre calamità, può sfrecciare con le sue tante fuoriserie, valutate intorno ai 4,2 milioni di euro.
Tutto questo mentre i loro popoli vivono in condizioni disumane. A partire dalla Repubblica del Congo, che pur essendo il quinto maggiore produttore di petrolio dell’Africa sub-sahariana, si ritrova con tre quarti della sua popolazione che vive sotto la soglia di povertà. Chissà dove finiranno i proventi dell’oro nero?