Questo sito contribuisce all'audience di

A Pescara 18 opere pubbliche fantasma

Condivisioni

Pioggia di milioni sprecati in Abruzzo. Dall’ospedale al carcere fino al centro termale, sono 18 le opere incompiute tra Pescara e provincia. Soldi gestiti male e buttati al vento dalle amministrazioni che nel corso degli ultimi 30-40 anni hanno solo accumulato sprechi su sprechi.

Come possiamo vedere nel video inchiesta pubblicato su Corriere della Sera.it, il viaggio nell’Abruzzo delle opere fantasma inizia dall’ospedale di Penne, mai aperto nonostante i quindici milioni di euro spesi. Un edificio enorme pensato come ospedale psichiatrico poi successivamente convertito in centro geriatrico. Gli amministratori erano talmente convinti di questo progetto che fecero spese folli per comprare gli arredi. Peccato che i vandali ora hanno portato via anche le porte.

Dall’ospedale si passa poi alla fonte dell’Acquaventina, uno dei più importanti stabilimenti termali dell’ottocento oggi in stato di totale abbandono. Nel 2005, la Provincia finanziò con 150mila euro il rilancio del progetto per il recupero della fontana e del centro termale. Oggi della struttura, costata 2 miliardi di vecchie lire, si sono salvate solo tre vasche termali: il resto è stato tutto vandalizzato.

A qualche chilometro di distanza troviamo invece le mura di cinta di quello che sarebbe dovuto essere un carcere. Il progetto risale al 1983 e la struttura doveva sorgere all’interno della vicina oasi del WWF. Inutile dire che l’opera non è mai stata portata a termine.

E non finisce qui perché in Abruzzo, quarta regione in Italia nella classifica del non finito dopo Sicilia, Campania e Calabria, sono fin troppe le opere finanziate e mai messe a disposizione della comunità a partire dall’ex istituto professionale per la pesca, un’opera moderna che si trova proprio sul lungomare di Pescara e che sarebbe dovuto diventare un museo del mare. Ovviamente non è andata così.

Da quindici anni si attende invece il completamento della Casa dello studente. Pensata per ospitare i 35mila studenti che gravitano tra Chieti e Pescara, della struttura al momento c’è solo lo scheletro, senza pareti. Stessa sorte per l’Onmi, l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia. I lavori di recupero erano anche iniziati ma da sei anni sono fermi e l’unica cosa che cresce è l’erba attorno che ormai rende invisibile persino lo stabile.

Vi è poi una casa di riposo per anziani ormai ridotta a ritrovo per tossicodipendenti. Il vero capolavoro dell’incompiuto a Pescara è però una colonia marina costruita nel 1936 per la gioventù italiana del littorio. Sembra una reggia: vista dall’alto ha la forma di un aeroplano e dall’ultimo piano si gode un panorama meraviglioso. Un’opera faraonica lasciata marcire da almeno 30 anni e i cui lavori di recupero, nel corso dei decenni, hanno raggiunto una cifra pari a circa 3 milioni e mezzo di euro.

Vi sono poi nodi ferroviari, case popolari, parcheggi, centrali idroelettriche, dighe e persino un bocciodromo. Tutte opere incompiute e sprechi di denaro pubblico che si vanno ad aggiungere a quella che rischia ormai di diventare, in Italia, una lista infinita.