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A Firenze generosità contro la crisi: offre un lavoro al ladro che voleva derubarlo

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“Che ladro può essere uno che viene a rubare con l’auto della moglie, uno che lavora tutta la notte per un bottino di 60 euro in fili di rame?”. E’ questa la domanda che si è fatto il 62enne veneziano Paolo Pedrotti, protagonista di una storia raccontata dall’edizione fiorentina di repubblica.it che ben simboleggia la difficile situazione attraversata da tante persone in questo periodo di crisi. E come piccoli gesti individuali possano servire a invertire questa tendenza negativa.

Pedrotti all’alba dell’8 aprile aveva sorpreso, nel residence di Cerreto Guidi (FI) del quale è il manager, un ladro intento a sventrare delle canaline elettriche per sottrarre il rame contenuto all’interno. Ne è nata una colluttazione al termine della quale Pedrotti è riuscito  consegnare l’intruso ai Carabinieri. Dopo averci riflettuto qualche ora ha però deciso di scrivere una lettera, facendola pubblicare su Il Tirreno e rivolgendosi direttamente al ladro: “Ho fatto una riflessione che ti pongo come proposta. Valutando che hai scardinato 32 cassette di derivazione asportando ben 18 chili di rame che, venduto sul mercato a 3 euro ti avrebbe fruttato un bottino, al netto delle tasse, di 60 euro facendo comunque un danno di 6-7mila, ti chiedo: ne valeva la pena?“.

Una considerazione alla quale ha fatto seguire una sorprendente offerta: “Dopo qualche ora di detenzione e magari qualche giorno agli arresti domiciliari, ti invito a passare dal cantiere. Porta con te un tagliaerba e io ti prometto che ti farò tagliare il prato per 8 euro l’ora e se hai una compagna porta anche lei, ci sono 50 appartamenti da pulire. Penso sia il modo più consono per guadagnarti il denaro sufficiente a un’esistenza quantomeno dignitosa. Ti offrirò un bicchiere di vino e cercherò di persuaderti a scegliere vie meno complicate per esistere. Ti aspetto, l’indirizzo tanto lo sai”.

Il ladro, un disoccupato che attualmente vive con 250 euro al mese, sorpreso da tanta generosità, ha accettato l’offerta di Pedrotti, che però ha voluto precisare: “Non sono un benefattore. Ho solo pensato a un’altra triste storia di crisi e disperazione, la mente è corsa ai suicidi di Civitanova Marche“.

 

 

 

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