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400mila euro per un canile che ancora non c’è

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Non passa giorno in cui non salta fuori la notizia di un nuovo spreco di denaro pubblico. Questa volta ci spostiamo a Gorizia, in Friuli, dove la realizzazione di un canile comunale si è trasformato in un vero e proprio sperpero di risorse.

È il sindaco stesso della città, Giuseppe Cingolani, a porre la questione. In particolare, il sindaco evidenzia che “la vicenda del nuovo canile di Gorizia è uno scandaloso monumento allo spreco, all’incompetenza e all’inconcludenza della Giunta Romoli: modalità di acquisizioni dei terreni dubbie e svantaggiose per il Comune, un progetto steso senza consultare chi gestisce il servizio e ignorando i bisogni degli animali, gli spazi che mancano, le spese che lievitano e i tempi che si allungano a dismisura”.

Il nuovo canile, la cui costruzione è iniziata nel 2009 e si è conclusa nel 2011 con una spesa complessiva di ben 400mila euro, si è rivelato infatti, fin da subito, come una struttura fortemente inadeguata per l’accoglienza degli animali. Una specie di lager come è stato definito da più parti e più volte. I box per i cani sono infatti troppo angusti: 11 metri quadri in tutto, mentre il regolamento comunale impone ai privati di tenere i cani in uno spazio non inferiore a quindici metri quadri. Gli alberi sono pochi e dovranno crescere per anni prima di proiettare un pò d’ombra. Inoltre il box esterno è stato costruito in calcestruzzo, troppo caldo d’estate e troppo freddo d’inverno mentre l’attuale normativa prevede il manto naturale.

La Giunta comunale è favorevole alle modifiche strutturali e all’acquisizione di nuovi terreni ma per farlo servono altri 200mila euro di cui il Comune prevede di sborsarne 30mila, chiedendo i restanti 170 mila alla Regione. Una spesa, quindi, che alla fine dei conti arriverà ad ammontare a circa 600mila euro: “una cifra spropositata per una struttura in cui potranno essere tenuti in modo permanente solo 24 cani, mentre il vecchio canile di via degli Scogli ne ospita 25”, come sottolinea Cingolani. Ma ecco le recenti cattive notizie: la Regione sborserà solo 100mila euro per cui i soldi rischiano di non bastare. A questo si aggiunge il fatto che i privati non vogliono vendere i terreni obbligando quindi il Comune all’esproprio.

Ancora una volta quindi una vergogna tutta italiana dovuta all’incompetenza gestionale che questa volta non ha portato solo allo sperpero di una ingente quantità di denaro pubblico ma anche allo spreco di una struttura che, costruita secondo parametri non validi, forse resterà inutilizzata.