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Allarme tablet: ci costano 2 ore di lavoro al giorno

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Ho molti amici insonni che, invece di curarsi, hanno scelto di occupare il tempo notturno ad occhi aperti per una nuova occupazione: smaltire la posta elettronica. Pensavo che fossero dei casi isolati, quasi dei maniaci, e invece adesso scopro che si tratta di una nuova, diffusa tendenza. Un effetto dello spreco da tecnologia, cioè dell’uso compulsivo di Internet e delle sue diverse applicazioni.

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In una ricerca promossa da Pixmania.com, uno delle più importanti società per la vendita di prodotti hi-tech, si scopre che in Gran Bretagna un lavoratore su dieci occupa tre ore al giorno, fuori dal normale orario d’ufficio, per smaltire la corrispondenza della posta elettronica. E quando smanetta con le mail? Genralmente la notte, prima di addormentarsi, oppure all’alba, svegliandosi presto per non arrivare poi tardi in ufficio. Ancora più preoccupante è, invece, il caso dell’uso di tablet e smartphone, che occupano 2 ore ogni giorno nelle abitudini di vita dei cittadini britannici. Anche in questo caso molto spesso siamo fuori dall’orario di lavoro, come se ci fosse l’obbligo di uno straordinario tecnologico. Con il risultato catastrofico che l’orario di lavoro degli inglesi di è alllungato di circa 400 ore l’anno, il tempo per smaltire le applicazioni web. Un tempo sprecato e sottratto ad altre, vitali funzioni, come appunto il sonno, e un segnale di quanto la tecnologia si accompagni sempre a due elementi. Uno è rappresentato dalla somma delle nuove opportunità che offre, e l’altro è lo spreco di tempo e salute, quando si esagera nell’uso delle macchine.

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