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Vacanze, tra viaggi, sole e bikini si riduce il quoziente intellettivo

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Abbronzati, forse rilassati, ma anche un po’ più stupidi: è così che ritorneremo dalle nostre vacanze, secondo una serie di inquietanti studi raccolti in modo semi-serio dal Daily Telegraph. Il quotidiano britannico parte dal fatto che le vacanze cominciano in genere con uno scambio di e-mail con agenzie, compagnie aeree e hotel: e di conseguenza, come sa chiunque sia rimasto ad aspettare la musichetta in attesa di un operatore, l’attenzione si concentra sull’attesa di notizie esterne, invece che prepararsi a compiti futuri.

Così, sostiene lo psicologo Glenn Wilson del Gresham college di Londra, il "bombardamento" di posta elettronica fa perdere fino a 10 punti di quoziente intellettivo: più del doppio di quanto si lascia per strada consumando forti quantità di cannabis.

Poi c’è naturalmente il problema del viaggio: fra ritardi dei voli, nuvole di cenere vulcanica, scioperi all’aeroporto, file all’imbarco, attesa per i bagagli e valigie smarrite, l’organismo produce cortisolo, l’ormone dello stress, il quale può danneggiare le cellule dell’ippocampo, danneggiando la memoria a breve termine e la concentrazione. Se poi si cede alla tentazione di un drink per alleviare la tensione, il QI può scendere di altri 10 se non addirittura 20 punti, secondo l’organizzazione Alcohol Concern.

A questo punto il bilancio intellettuale del viaggiatore sarebbe già preoccupante, se non fossimo in vista ormai della spiaggia e del meritato relax. Ma è proprio ora che arriva la catastrofe: secondo Siegfried Lehrl, docente dell’università di Erlangen, i bagni di sole e il rilassamento causano addirittura la disidratazione dei lobi frontali.

Insomma, secondo lo studioso tedesco l’inattività riduce l’ossigeno nel cervello, il che fa degradare la parte delle cellule nervose cerebrali dedicata a mandare impulsi elettrici. Aggiungiamo la disidratazione per il caldo e magari per l’uso di alcol, ed ecco che il volume delle cellule cerebrali può diminuire fino al 15 per cento. Secondo il professor Lehrl, due settimane di riposo completo sono in grado di diminuire il QI di 20 punti, la differenza che c’è fra uno studente brillante e uno normale: "Il vocabolario si riduce, e assistiamo persino a cambiamenti nella personalità".

Gli uomini, insiste l’articolo del Telegraph, devono affrontare anche un altro problema: la visione di donne in costume da bagno. E uno studio del "Journal of Consumer Research" dice che questa visione può compromettere la capacità di giudizio e quelle di autocritica. Non è una novità, forse, ma ora sappiamo anche che il tradizionale metodo di raffreddare i bollori con una bibita fresca non va bene. Niente consolazioni rapide con le bollicine: bere qualcosa di ghiacciato, sostengono gli scienziati dell’università di Bristol, fa sì che energia e sangue finiscano dal cervello allo stomaco, per tamponare il calo di temperatura, causando così una perdita di altri 10 punti di QI.

La valutazione complessiva, in parole povere, sarebbe devastante. Ma alla fine il professor Lehrl si impietosisce: non basta una vacanza per ridursi al livello di primati inferiori. Anzitutto gli effetti negativi passano in fretta, in pochi giorni si recuperano le facoltà abituali. E per chi comunque vuole restare "sveglio" anche durante le ferie, ecco i consigli: bisogna masticare gomma  –  perché in questo modo si stimola la parte del cervello che ci tiene attenti  –  e poi è sufficiente idratarsi, fare movimento ed esercitarsi in qualcosa di stimolante per dieci minuti al giorno. Lo studioso parla di scacchi o Scarabeo: i racchettoni, a quanto pare, non bastano.