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Come proteggere la montagna

Non raccogliete erbe e fiori, se è vietato. Non accendete fuochi e non lasciate segni del vostro passaggio. In alta quota non si urla

Ultimo aggiornamento il 09.12.2021 alle 18:13

Esiste anche una Giornata internazionale della montagna (11 dicembre), istituita dall’Onu, che ci ricorda quanto sia importante proteggere questo pezzo della nostra natura. E come possiamo preservare la montagna che vale il 27 per cento della superficie terrestre e ospita 1 miliardo di persone. Ci sono politiche di tutela ambientale e contro la crisi climatica, e ci sono, ancora prima, i nostri piccoli gesti quotidiani. Quando attraversiamo zone dove troviamo sentieri che salgono verso le vette; dighe, bacini e centrali costruite per valorizzare le risorse idriche; terreni coltivati o destinati al pascolo.

COME PROTEGGERE LA MONTAGNA

Chi vive e ama la montagna, adotta delle regole di comportamento atte a proteggerla, per evitare di danneggiare il suo ecosistema e anche di trovarsi in difficoltà in un’ambiente che può diventare assai impervio se non si sta attenti. Vediamo insieme quali sono le regole più consone.

  • Durante la passeggiata bisogna evitare di raccogliere fiori, erbe, piante di montagna o qualunque altra cosa che faccia parte dell’ecosistema del luogo, per evitare di danneggiarlo irreparabilmente.
  • È bene non disturbare gli animali ma limitarsi ad osservarli da lontano, evitando di avvicinarsi troppo, anche per una propria sicurezza.
  • In montagna non si accedono fuochi perché potrebbero generare incendi devastanti.
  • In montagna non si gettano rifiuti a terra, come del resto in nessun luogo. L’immondizia va riportata con sé a valle, per evitare anche che gli animali selvatici vi si avvicinino.
  • Ugualmente i mozziconi di sigaretta vanno portati con sé, dato che, tra l’altro, potrebbero causare incendi, se non spenti correttamente.
  • La regola dei rifiuti vale principalmente per chi frequenta le piste di sci da discesa o da fondo. Conservate in tasca, fino a un cestino, fazzoletti, avanzi di carta, bicchieri di plastica, e altri oggetti che possono inquinare.
  • Se durante le escursioni si hanno bisogni fisici impellenti non bisogna mai gettare poi a terra carta o assorbenti; la buona educazione ed il rispetto per l’ambiente, vorrebbero che tutto venisse riportato a valle.
  • Chi sale in montagna con il camper, deve scaricare i liquidi nelle apposite stazioni o nei tombini delle fogne, non di certo nei prati, lungo i percorsi.
  • Chi rispetta la montagna, cerca di non lasciare segni del proprio passaggio.
  • Inoltre, non esce mai dal percorso segnato, sia per una questione di sicurezza personale sia perché, in questo modo, rispetta la natura incontaminata di quelle zone che non sono destinate alla circolazione dei turisti.

COME COMPORTARSI IN MONTAGNA

Chi ama fare vacanze in montagna, sa che deve seguire una serie di regole necessarie a rendere il soggiorno sicuro e agevole. Vediamo insieme come ci si comporta in montagna.

  • Innanzitutto, prima di partire ci si informa sempre sulle distanze da percorrere, sulla presenza di eventuali rifugi in cui rifocillarsi o riposare e sulle condizioni meteo, per evitare di incontrare temporali che possono rivelarsi molto difficili da gestire. A maggior ragione, si parte con un minimo di organizzazione se al seguito vi sono dei bambini.
  • Prima di partire per la montagna, bisogna sempre lasciar detto dove si va, nel caso in cui ci si perda per strada.
  • Durante l’escursione, non si deve avere fretta di arrivare e se si parte in gruppo, bisogna sempre tenere il ritmo del più debole e del più lento.
  • Di tanto in tanto, è necessario fare delle pause, per rifocillarsi e per bere un po’ di acqua.
  • Chi si ferma nei rifugi, soprattutto se il trekking è lungo, deve sempre ricordarsi di registrarsi nel libro dei rifugi, così da lasciare una traccia del proprio cammino.
  • Se durante il tragitto si avvicina un temporale non previsto (cosa assai frequente in montagna), si deve tornare indietro, ricordandosi di stare lontani da alberi isolati e di non rimanere sulla vetta o sulla cresta di un monte.
  • In montagna bisogna limitare l’uso del cellulate e disattivare tutte le impostazioni che consumano la batteria velocemente.
  • Chi va in montagna, deve vestirsi adeguatamene, con abiti comodi, calzature adatte, possibilmente anti scivolo, impermeabili e leggere.
  • La biancheria dev’essere di quelle che tiene caldi e l’abbigliamento impermeabile e antivento.
  • L’escursionista porta sempre con sé uno zaino impermeabile nel quale riporre, con ordine, tutto ciò che può servire lungo il percorso.
  • Necessari i liquidi in abbondanza, del cibo energetico e una buona crema solare che protegga dai reggi che in montagna sono assai insidiosi.
  • L’escursionista porta sempre con sé un apparecchio GPS, una cartina topografica, un kit di punto soccorso e una lampada frontale che illumini durante le escursioni invernali, quando il sole tramonta prima.
Rispettare la montagna

Rispettare la montagna

COME TUTELARE LE ALPI

L’inquinamento sempre più ingente sta minando l’ecosistema delle Api, cambiandolo nel profondo. Accade ad esempio anche sulle Alpi valdostane, sulle quali, ogni anno, “nevicano” ben 25 kg di microplastiche che addirittura sono arrivate anche sull’Everest. Le microplastiche, dunque, sono presenti anche, per forza di cose, in tutto il percorso che l’acqua fa, dai ghiacciai fino al mare, inquinando gli habitat e danneggiando gli animali che ci vivono.

Ecco perché sono nati, proprio in montagna, diversi progetti, tra i quali “Stop Alps becoming plastic mountains” che mette in atto tutta una serie di attività che in maniera sistematica vogliono proteggere la montagna da questo enorme disastro naturale, che inficia tutta la vita del pianeta. Un lavoro che inizia con i rifugi alpini per indurre ad eliminare l’uso della plastica monouso.

Al contempo, è partita un’attività di sensibilizzazione indirizzata ai professionisti della montana per aumentare la consapevolezza circa tale problema e indurre alla pulizia di 150 km di sentieri. Ovviamente, anche altri sono i problemi che minacciano la bellezza della montagna, tra i quali: la massiccia urbanizzazione, che ha minato le biodiversità di valli e fiumi; il traffico, che genera un rumore e un inquinamento atmosferico che frammentano l’habitat montano; il massiccio cambiamento climatico, che sta causando il ritiro dei ghiacciai alpini e indotto ad una migrazione verso l’alto delle piante alpine.

PERCHÉ NON SI URLA IN MONTAGNA?

Esiste un vero e proprio galateo della montagna, fatto di regole che vanno, come abbiamo visto, rispettate, al fine di rendere la vacanza di tutti più piacevole e di rispettare l’ecosistema generale. Cosa fondamentale è che in montagna non si urla, non si fanno schiamazzi e non si mette musica ad alto volume. I boschi sono luoghi in cui deve vigere il silenzio, per far sì che gli animali possano vivere in pace la lor esistenza. In montagna si sta insieme in allegria, mostrandosi rispetto reciproco e mostrando rispetto soprattutto verso questo meraviglioso ambiente tutto da scoprire.

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