Come vivere in campagna | Non sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Vivere in campagna, le scelte giuste da fare per non avere delusioni

Più di mezzo milione di imprese agricole in Italia, di cui molte guidate da giovani: un fenomeno in crescita, quello di andare a vivere in campagna. Ma non è facile, occorre conoscere il mercato e la natura. E poi: molta innovazione e occhi aperti sui finanziamenti.

di Posted on

COME VIVERE IN CAMPAGNA –

Andare a vivere in campagna. Bella idea, sicuramente, e beato chi può permettersela. Una scelta di questo tipo, infatti, è un’opportunità, tanto economica quanto di benessere fisico e mentale. Trasferirsi in campagna, traendone anche una fonte di lavoro – e quindi di reddito – affonda le radici innanzitutto nelle difficoltà del caos urbano, fatto di ritmi, talvolta frenetici e inutilmente compulsivi, sicuramente lontani da quelli naturali cui dovremmo essere abituati. La scelta della campagna nasce dal desiderio di conquistare più spazio per sé stessi, per la bellezza della natura, possibilmente non inquinata, per la semplicità della vita, a contatto e in prossimità della terra. Da qui, tanti italiani, specie giovani, che decidono di ricominciare a coltivare il terreno di famiglia lasciato incolto e magari ricevuto attraverso un’eredità. Oppure l’azzardo, come una seconda chance, da parte di chi è senza lavoro e prova a scommettere sulla campagna, sulla terra, sulle attività del sistema agricolo. Infine, ci sono quelli, e non sono pochi, che scelgono la campagna semplicemente perché vogliono cambiare vita, o costruirne un’altra, partendo, per esempio, dalla base economica della propria pensione.

LEGGI ANCHE: Boom dell’agricoltura in Italia, un terzo delle nuove imprese sono di under 30

 

come-vivere-in-campagna-3

VIVERE IN CAMPAGNA PRO E CONTRO –

Secondo Coldiretti, infatti, le imprese agricole italiane sono 750mila di cui ben 70 guidate da giovani under 35. Il fenomeno, quindi, è un vero e proprio fatto sociale. Tuttavia il dato va corretto con un altro aspetto: più di cinquanta di queste “aziende verdi” chiudono i battenti ogni giorno. Da una parte, ovviamente, questo è un dato fisiologico. Dall’altra, però, nasconde delle difficoltà oggettive che si nascondono dietro la scelta, a volte non ben ponderata, di volere andare a vivere in campagna.

VIVERE IN CAMPAGNA O IN CITTÀ –

Ma una volta scelta la campagna, quali sono i modi per evitare delusioni? Come si va a vivere in luoghi dove la premessa è il cambiamento del proprio stile di vita? Insomma: come si ottimizzano i benefici di questa soluzione e si riducono al minimo i rischi?

  • Non esagerare con le aspettative. La scelta della campagna, come abbiamo visto, può avere molte origini. Compreso uno stato d’animo da rigetto per la città. L’importante è non esagerare con le aspettative, specie all’inizio, e mettere nel conto una graduale scoperta dei piaceri della terra. Non escludendo le complicazioni.
  • Scegliere il luogo giusto. Se decidete di investire nella campagna, appunto per cambiare vita e magari utilizzare tutti i vostri risparmi, non puntate subito su un luogo particolare, anche se ne siete stati favorevolmente impressionati. Prendete tempo, guardatevi attorno, calcolate bene vantaggi e svantaggi del luogo, fate confronti. E poi partite.
  • Mettete nel conto le difficoltà. A proposito di complicazioni e di delusioni, date per scontate, e quindi prendete le vostre contromisure, due importanti difficoltà della vita in campagna. La prima, se iniziate una qualsiasi attività (dall’agriturismo alla coltivazione), si chiama burocrazia: anche nell’universo della terra l’Italia deve fare i conti con questa palla al piede. La seconda è la scelta di eventuali collaboratori: non sono sempre facili da individuare e da trovare.
  • Al centro c’è l’innovazione. Se non vivete di rendita, se non vi accontentate delle entrate della vostra pensione, o di qualche lavoro saltuario, e volete diventare un imprenditore della campagna, allora non potete non passare per il trampolino dell’innovazione. Per esempio: è impensabile coltivare e vendere dei prodotti della campagna, o anche solo affittare stanze di un agriturismo, senza avere fatto bene i conti con il web e senza sfruttare la leva di internet, che tra l’altro consente a ciascuno di essere il venditore dei propri prodotti. Così come, chi inizia a coltivare non può ignorare la straordinaria tendenza a favore dell’agricoltura biologica, della cucina vegetariana e vegana, del riciclo e del recupero degli scarti agricoli, della riscoperta di antiche coltivazioni poi tramontate, ma da rilanciare grazie appunto all’innovazione. Del prodotto, del marketing, della commercializzazione.
  • Integrare le attività. L’ideale, per chi fa una scelta di vita e di attività di lavoro in campagna, è integrare le varie cose. Destinare il terreno alle coltivazioni, includendo però anche l’enogastronomia e un’attività del turismo. La campagna oggi è questo: un piede in più staffe, compresa quella dei beni culturali che in Italia sono dappertutto. E spesso proprio vicino ai luoghi dove si coltiva.
  • Occhio alle agevolazioni. C’è un grande movimento, anche sul piano politico, a favore della vita in campagna e del ritorno ad attività che hanno a che fare con l’agricoltura. Non sprecatelo. Anzi, cercate di farlo diventare una leva della vostra scelta. Per esempio: finalmente ci sono bandi, e diversi, che mettono in vendita, a prezzi molto scontati e convenienti e con ottimi finanziamenti, interi pezzi di terra da sviluppare. Come i tanti contributi, previsti da leggi nazionali, regionali, europee e perfino comunali e provinciali. Ricordate, a proposito di finanziamenti, che il cuore, e la cassa, dell’agricoltura di tutti i paesi europei si trovano a Bruxelles.

PER APPROFONDIRE: Giovani e donne, con una laurea non in ambito agricolo, il nuovo contadino metropolitano

 

come-vivere-in-campagna-1

COME ANDARE A VIVERE IN CAMPAGNA –

Insomma, per andare a vivere davvero in campagna occorre essere coscienti che non è una scelta facile né può essere una voglia superficiale da saziare. Inoltre, l’abolizione dei voucher ha dato una seria stretta all’occupazione nei campi, soprattutto per quanto riguarda i giovani. Tuttavia, la ricetta per vivere bene in campagna c’è: innovazione, creatività, voglia di fare, studio su quale mercato inserirsi. La natura deve essere vissuta, ma ciò va fatto con coscienza e conoscenza.

GIOVANI E DONNE CHE SCOMETTONO SULLA CAMPAGNA:

Shares