Daniela Pasinetti, è una ex modella che vive con il marito Davide Bortoluzzi, nella conca di Alpago, in provincia di Belluno, in Veneto. Invece di rincorrere lavori nella moda, nel marketing e nella comunicazione, che pure avrebbe facilmente trovato come ex modella, Daniela ha pensato bene, con il compagno, di costruire una stalla, allevare un gregge e produrre formaggi pecorino e caprino. Della serie: e vissero felici e contenti.
Pietro Damiani, 13 anni, ha appena iniziato il Liceo scientifico,ma in famiglia ha già comunicato che vuole seguire le orme del padre Ovidio e del nonno Ruggero, e continuare l’attività di pastore a Barisciano, sul Gran Sasso.
Carolina Leonardi, 23 anni, invece non è nata in una famiglia di pastori, ma ha iniziato da zero, per passione e per dare uno sbocco di lavoro alla sua vita. Ha vinto un bando della regione Toscana, e oggi nel suo agriturismo a Seravezza, in Toscana, alle coltivazioni locali ha aggiunto il suo gregge. Sara e Matteo fanno i pastori in prossimità di Sambuco, un piccolo borgo di 85 anime, nell’Alta Valle Stura di Demonte, in provincia di Cuneo. Matteo è un clarinettista, che da qualche anno ha cambiato vita entrando nel giro delle Organics Farm, le fattorie che danno vitto e alloggio in cambio di lavoro. Sara, invece, si è laureata in Filosofia a Bologna e non ha voluto seguire le orme del padre, un affermato notaio. Insieme, Matteo e Sara allevano pecore e producono prelibati formaggi che poi vendono nei mercati della zona. Chissà se riusciranno a diventare come Ninotto, il pastore che a 104 anni ancora ricordava i nomi di tutte le sue pecore.
La pastoria, con tutto il suo fascino, torna di moda, e in Italia, secondo i dati di Coldiretti, coinvolge oltre 2mila giovani che hanno scelto questa attività. Ovviamente modernizzata, e abbinata alla produzione di formaggi prodotti caseari, all’attività di agriturismi ad alta quota, alla possibilità di inserirsi ai vari livelli della catena dell’enogastronomia.
Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), per esempio, parla esplicitamente di una “riattivazione d’interesse” verso la pastorizia, più che di un semplice ritorno al mestiere dei nonni. I nuovi pastori tendono infatti a reinterpretare l’attività con strumenti contemporanei.
La cosa interessante è chi sono questi nuovi pastori. Non necessariamente figli di pastori che rilevano l’azienda di famiglia. Ci sono anche giovani provenienti da altri percorsi che scelgono di trasferirsi in zone rurali e costruire un’attività propria.
Il progetto Scuola Giovani Pastori è nato proprio per questo: formare giovani che vogliono diventare allevatori e casari nelle aree interne e montane. Nell’ultima edizione, svoltasi sulle Madonie,in Sicilia, le iscrizioni hanno superato i posti disponibili. Un segnale della consapevolezza che anche epr fare i pastori bisogna essere ben formati.
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