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Obesità. Cibo-spazzatura, basta spot per i bimbi spagnoli

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MADRID ? Patto d’onore tra le tivu’ spagnole contro l’obesita’ infantile: nessuna ospitera’ piu’ spot pubblicitari che invoglino i bambini a ingozzarsi di cibo-spazzatura. Nessuna, tranne TVE, la rete pubblica, che pero’ a fine anno uscira’ completamente, per legge, dal mercato pubblicitario. La decisione e’ stata presa dalle altre emittenti, regionali e private, e formalizzata in un accordo con il ministero della Sanita’, per combattere le cattive abitudini alimentari dei bambini spagnoli.

MINORENNI OBESI – Le statistiche segnalano che il 19% dei minorenni sono in sovrappeso e per il 9% dei casi si puo’ parlare addirittura di obesita’. Colpa di merendine, bibite, fuori pasto, propagandati da personaggi famosi, reali o fittizi, e presentati come benefici serbatoi di energia per diventare piu’ alti, piu’ forti o piu’ intelligenti. Non sara’ censurato alcun prodotto specifico, ma non saranno piu’ ammessi messaggi ingannevoli o che incitino a un consumo smisurato di golosita’ poco salubri. E i protagonisti dell’annuncio non possono rivolgersi direttamente ai piccoli spettatori. Gli spot dovranno essere chiaramente separati dai programmi infantili e non dovranno cercare di far leva sulle fantasie dei bambini. Un tentativo di autoregolamentazione era gia’ stato concordato quattro anni fa dalle grandi industrie alimentari, ma il nuovo accordo affida ai responsabili televisivi il dovere di vigilare sul contenuto delle reclame. Verificare che il linguaggio usato per presentare i cibi “pericolosi” sia semplice e chiaro, senza ambiguita’ e senza l’accompagnamento di immagini che possano spaventare i piu’ piccoli. La supervisione del rispetto degli accordi spetta all’Agenzia spagnola per la sicurezza alimentare. E per chi sgarra sono gia’ state stabilite sanzioni che vanno da un minimo di 6.000 a un massimo di 180.000 euro. Le reti spagnole hanno accettato le condizioni, ma si sono lamentate della deroga concessa proprio alla tivu’ di stato: TVE non avra’ piu’ interruzioni pubblicitarie a partire da gennaio, poiche’ il governo ha studiato altre forme di finanziamento, ma l’ultimo quadrimestre dell’anno e’ quello piu’ ricco di pubblicita’ rivolta all’infanzia, prima della riapertura delle scuole e in vista del Natale.