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Etichette alimentari: ecco come decifrarle e non farsi ingannare

Leggere e interpretare bene le etichette dei prodotti alimentari che acquistiamo è importante: eviteremo così di comprare un prodotto bello da vedere ma ricco di conservanti e coloranti.

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COME LEGGERE LE ETICHETTE ALIMENTARI –

Leggere bene le etichette alimentari dei prodotti che acquistiamo è infatti l’unico modo mediante il quale possiamo sapere qualcosa riguardo ciò che mangiamo o beviamo. E gli italiani lo sanno bene.

Come rileva infatti la ricerca Ipsos promossa da Tetra Pak Italia, prestiamo più attenzione alla qualità che alla quantità dei prodotti e siamo anche disposti a pagare di più pur di comprare un prodotto sano e sostenibile.

A riscuotere particolare attenzione soprattutto le etichette di latte, yogurt, carne fresca e prodotti da banco frigo: dichiara di controllarle l’84 per cento dei consumatori.

Ma a volte non è sufficiente leggere soltanto. Le etichette alimentari infatti oltre che lette approfonditamente devono essere anche interpretate in modo da non cadere nei principali stratagemmi che le aziende a volte utilizzano per promuovere il proprio prodotto confondendo le idee anche al consumatore più attento.

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Ecco quali sono i principali errori in cui tutti possiamo imbatterci ogni volta che ci aggiriamo per i diversi reparti del supermercato e i consigli per non farsi ingannare.

  • Non fatevi conquistare dalle frasi strillate o dalle immagini della confezione: una perfetta tecnica di marketing portata avanti dalle aziende per accaparrarsi subito il cliente con un’immagine che rende il prodotto attraente. Pertanto, invece di farvi abbindolare dalla foto leggete bene gli ingredienti contenuti nell’alimento: eviterete cosi di comprare un prodotto bello da vedere ma ricco di conservanti o coloranti;
Etichette alimenti: ecco come decifrarle e non farsi ingannare
  • Badate bene ai diversi ingredienti elencati in etichetta: può succedere ad esempio che grassi e zuccheri vengano presentati divisi in modo da sembrare inferiori come quantità. La legge non prevede che non si possano dividere le componenti degli ingredienti. Dal momento che le varie componenti vengono espresse secondo l’ordine quantitativo elencando per primo l’ingrediente presente in quantità maggiore, il consumatore potrebbe allarmarsi leggendo che il primo ingrediente di un dolce è lo zucchero o i grassi anziché la farina.Questo porta l’azienda a scomporre lo stesso ingrediente con due nomi diversi quando in realtà si tratta sempre dello stesso: troviamo così zucchero, fruttosio, sciroppo di glucosio, maltosio e cosi via.
  • I succhi di frutta sono ricchi di zuccheri: questo significa che non sono affatto una valida alternativa a un frutto o a una spremuta, compresi quelli che riportano la dicitura “100 per cento frutta”;
  • Attenzione alle tabelle nutrizionali e alla suddivisione delle calorie: in alcuni casi vengono espresse in “calorie per 100 grammi”, in altre in “calorie per porzione”;
  • Quando comprate la carne evitate i prodotti “separati meccanicamente”: questa dicitura significa infatti che la carne contiene anche ossa e tutto quello che è possibile estrapolare dalle carcasse degli animali.
Etichette alimenti: ecco come decifrarle e non farsi ingannare
  • Attenzione agli alimenti integrali: anche se ricchi di fibre che non hanno calorie e ci saziano permettendoci di mantenerci in linea, a volte non sono del tutto tali. Il chicco di cereale intero, sminuzzato in farina, perde gran parte delle sue buone qualità durante il processo di raffinazione.

È infatti difficile trovare pasta o biscotti interamente integrali: il più delle volte si tratta di farina raffinata con l’aggiunta di crusca. Pertanto controllate bene che sull’etichetta della farina che si presume integrale ci sia effettivamente la dicitura “farina integrale” tra gli ingredienti.

PER APPROFONDIRE: I biscotti ai cereali fatti in casa, un pieno di fibre a colazione

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