Sprechi a scuola, i numeri delle mense in Italia - Non sprecare
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Cibo sprecato nelle mense scolastiche: più del 20 per cento

Due milioni di bambini e ragazzi, usufruiscono del pranzo a scuola: solo il 10 per cento confessa di non lasciare avanzi. Pane, carne, verdure, pesce: tutto nella spazzatura. Le uniche misure antispreco arrivano da buone scuole e da coraggiosi insegnanti.

.Le mense scolastiche in Italia amplificano due sprechi: spesso sono sporche, con personale non qualificato e in luoghi fatiscenti. Ma la cosa più grave è l’enorme quantità di cibo destinato agli alunni che viene gettato nella spazzatura.

CIBO SPRECATO NELLE MENSE SCOLASTICHE

Gli sprechi a scuola non sono una novità e per quanto riguarda le mense i dati fanno rabbrividire. Si stima infatti che nelle scuole italiane venga sprecata una percentuale che va tra il 20 e il 30 per cento di tutto il cibo servito a mensa.
In particolar modo, i pasti in eccesso sono lasciati nei piatti, vengono preparati in quantità maggiore rispetto al necessario o per una ragione o l’altra, trovano la strada della spazzatura prima di raggiungere tavola.
Al vertice degli sprechi troviamo vegetali e verdure crude o cotte, frutta e pesce. In genere, anche dovuto al fatto che le pietanze preparate con questi alimenti risultano poco apprezzate dagli alunni. Eppure il problema riguarda il palato solo in parte poiché a compromettere il cibo sono per lo più una cucina scadente, prodotti di bassa qualità e misure di sicurezza approssimativamente vicine al nulla.

SPRECO ALIMENTARE A SCUOLA

I dati riguardanti gli sprechi a scuola sono allarmanti, specie se si considera l’incremento dei costi per le mense in tutte le regioni, a favore di un servizio scadente e che poco sembra interessarsi dell’incredibile quantità di cibo gettata nella pattumiera.

Un rito silenzioso, quotidiano, che mescola indifferenza e cattiva organizzazione con l’implicita e sbagliata convinzione che tanto alla fine nessuno paga.

Ma come si arriva a questa cifra da capogiro in un Paese dove tra l’altro l’80 per cento degli alunni in alcune regioni, ovviamente del Sud, non hanno accesso al servizio della mensa scolastica?

COME NON SPRECARE IL CIBO A SCUOLA

Le soluzioni ci sono, ma in un meccanismo antiquato e poco avvezzo ai cambiamenti è difficile metterle in atto. Oggi esistono ad esempio progetti che grazie all’applicazione di intelligenza artificiale possono aiutare a ridurre e non di poco, lo spreco di cibo nelle scuole.
Uno di questi nuovi sistemi tecnologici è Elior che riesce a riconoscere il tipo di scarti finiti nella spazzatura. In questo modo, con l’aiuto di una telecamera installata sul cestino, riesce a rilevare la quantità di alimenti gettati durante un periodo di tempo stabilito.
In questo modo quindi è possibile adattare i menù, ridimensionare la cucina e i pasti e verificare cosa eliminare e cosa migliorare. Ma ad aiutare possono essere anche semplici gesti, come il portare contenitori ermetici per conservare il cibo o destinare gli alimenti in eccesso a organizzazioni no-profit ed enti locali.

PERCHÈ SI BUTTA TANTO CIBO NELLE MENSE SCOLASTICHE?

Il fattore principale è la disorganizzazione. In genere, infatti, i pasti sono preparati senza una vera logica e soprattutto, le cooperative sono gestite da personale poco esperto, con assenza di competenze in merito e per nulla attento alla questione.

Un altro punto dolente riguarda l’educazione alimentare da entrambe le parti. Di fatto, sia gli alunni sia gli addetti nelle mense peccano di questa carenza ormai insostenibile e non più accettabile.

Una maggiore conoscenza e consapevolezza sui danni che crea lo spreco alimentare porterebbe a un’attenzione diversa su questi temi e a una diminuzione degli sprechi importante.

Tuttavia, le dinamiche che possono contribuire al pessimo decorso delle mense sono diverse. Cattiva gestione, disattenzione, non curanza, scarsa conoscenza della questione e mancanza di competenza sono solo alcune tra quelle citabili.

CHI FA IL MENÙ DELLE MENSE SCOLASTICHE?

Sono circa 299 milioni i pasti che ORICON, Osservatorio sulla Ristorazione Collettiva e Nutrizione, ha stimato si consumino ogni anno. Ma chi è a decidere cosa preparare?
In accordo con le norme in vigore, i maggiori attori che contribuiscono alla realizzazione di un menù scolastico sono il comune o le scuole stesse, insieme al gestore dei servizi di ristorazione, l’ASL e le famiglie.
Ognuno di essi occupa un ruolo ben preciso nella scelta, la preparazione e il controllo di tutto il processo. Pertanto, il sistema è piuttosto ampio e tortuoso. Ma a predisporre la dieta finale è in genere un nutrizionista o un esperto in dietologia. Questo viene incaricato dal comune o dalla scuola nel caso delle paritarie.

SICUREZZA MENSE SCOLASTICHE

Le misure igieniche e sanitarie standard per la sicurezza nelle mense scolastiche sono stabilite e verificate dall’ASL locale. Le condizioni tuttavia sembrano non soddisfare appieno i requisiti richiesti in diverse realtà d’Italia.

Per ovviare al problema e migliorare la qualità del servizio, a Bolzano ad esempio sono stati previsti dei vassoi usa e getta, totalmente compostabili nell’organico.

I bambini portano posate e borraccia da casa e usufruiscono di questi vassoi che a fine pasto saranno raccolti, impilati e compostati. Anche la tovaglietta e i tovaglioli sono realizzati in materiali derivati dalla cellulosa, completamente compostabili.

La strada sembra essere ancora lunga, ma in diversi comuni si stanno iniziando ad attuare nuovi metodi contro gli sprechi a scuola e anche idee per migliorare tutto il processo, dalla cucina alla tavola.

LE SCUOLE CHE DA SOLE COMBATTONO CONTRO LO SPRECO DEL CIBO:

  1. Ad Asti una mensa scolastica “zero spreco” insegna ai bambini a dare valore al cibo
  2. Nella scuola primaria Rio Cro­sio di Asti si combatte lo spreco di cibo con le mezze porzioni
  3. La doggy bag entra a scuola per ridurre gli sprechi nelle mense
  4. Comitato Balduina: tra i banchi di scuola per sensibilizzare i bambini contro lo spreco alimentare
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