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In Italia si disperdono 47 litri d’acqua su 100

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Per ogni litro di acqua del rubinetto usato, un altro litro viene perduto strada facendo nel percorso sotterraneo che porta la preziosa risorsa fin da noi. Praticamente la metà.

Secondo un dato Istat 2008, infatti, ogni 100 litri d’acqua erogati ben 47 vengono dispersi. Buttati in poche parole. Lo sottolinea il Libro Blu dello spreco dell’acqua – curato da Andrea Segré e Luca Falasconi – presentato a Bologna in occasione delle Giornate Europee Antispreco dal 14 al 16 ottobre.


Il volume specifica, inoltre, come – con una corretta gestione della risorsa – ogni italiano potrebbe disporre di 300 litri d’acqua al giorno: un numero che apparentemente ci collocherebbe tra i paesi maggiormente dotati di acqua a livello globale.

Di fatto, però, il 33% della popolazione non è fornita sufficientemente per tutto l’anno. Questo succede, spiega il Libro Blu, in conseguenza principalmente delle perdite nelle reti di distribuzione, ridotte più o meno a un colabrodo, ma anche delle disfunzioni nella variabilità dei flussi e dell’eccessivo prelievo del comparto agro-zootecnico.
Importanti restano le differenze per aree geografiche: le Regioni meno attente al risparmio idrico sono la Puglia, la Sardegna, il Molise e l’Abruzzo, dove per 100 litri di acqua potabile erogati, ne vengono messi in rete circa 80 in più. I territori in tal senso più virtuosi, invece, sono la Lombardia con “solo” 27 litri sprecati e le province di Trento (27) e Bolzano (29).
 
Queste carenze – sommate a quelle del sistema fognario e di depurazione – sottolinea Althesys, società di ricerca e consulenza – generano un enorme danno ambientale ed economico: «costano agli italiani fino a 110 miliardi di euro».

La società stima che – per sanare la situazione – sia necessario un investimento di 20 miliardi di euro che consentirebbe un risparmio futuro (nei prossimi 25 anni) di 130 miliardi. Il rapporto “I benefici dell’innovazione nelle reti utilities” spiega infatti che, per portare il Belpaese ad un livello pari ai migliori casi europei, servirebbero 51.000 Km di nuove reti, tra acquedotti e fognature, e il rifacimento di oltre 170.000 Km nel sistema di condutture.

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