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Lavarsi o non lavarsi? Dilemma stupido. L’importante è non sprecare acqua in casa

L’igiene personale non c’entra nulla con le nostre cattive abitudini di spreconi di acqua. Ne consumiamo 241 litri al giorno, 100 in più di francesi e tedeschi. Sono forse più sporchi di noi?

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IMPORTANZA IGIENE PERSONALE –

Lavarsi o non lavarsi, bel dilemma. Falso e piuttosto inutile come tante discussioni lunari che talvolta facciamo in Italia. Chi potrebbe oggi, con ragionevolezza, negare l’importanza dell’igiene personale? Chi può rifiutare l’idea di lavarsi? Solo qualcuno che ha voglia di scherzare o di perdere tempo.

Molto più importante, invece, è la discussione sullo spreco dell’acqua, specie nei nostri talvolta dissennati consumi domestici: un tema che, giustamente, il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, ha definito «non banale». Perché non è banale? Per il fatto che chiama in causa i nostri stili di vita, la nostra compulsione che porta diritta allo spreco e anche la nostra indifferenza rispetto all’altro, a chi, in questo caso, l’acqua non la possiede. Milioni e milioni di uomini, donne e bambini.

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LAVARSI O NON LAVARSI –

Se i numeri non sono un’opinione e servono a capire i fenomeni, i dati ci dicono questo: gli italiani consumano una media pro capite di 241 litri di acqua al giorno, cento litri in più di francesi e tedeschi e ben sopra la media dei paesi europei (188 litri). Ci vogliamo spiegare questo dato, o vogliamo cavarcela dicendo che francesi e tedeschi si lavano meno e magari puzzano?

COME LAVARSI SENZA SPRECARE ACQUA –

La risposta è nei fatti. Sprechiamo valanghe di acqua, anche perché ne abbiamo tanta a disposizione, e ancora non la paghiamo troppo (per la verità, non sempre). Così, attraversando quotidianamente, come dei robot, la linea di confine tra l’abbondanza e lo spreco, non facciamo altro che disprezzare e ignorare quanti nel mondo non hanno accesso alle fonti idriche. E dimentichiamo, particolare non secondario, che la mancanza di acqua, in molte parti del mondo, si traduce in conflitti (il più importante resta quello mediorientale) che poi arrivano a casa nostra. Quindi quei famosi cento litri di differenza con i tedeschi e i francesi, altro non fanno che darci la somma di tre sprechi. Primo: l’acqua in quanto tale, ciò che con una certa ovvietà demagogica definiamo poi «bene comune» (salvo poi disprezzarlo con i nostri comportamenti). Secondo: l’acqua in quanto costo nelle nostre bollette. Terzo: l’acqua come specchio della nostra indifferenza, e infatti spreco e indifferenza sono due parole che procedono spesso con un percorso parallelo.

PER APPROFONDIRE: Il libro che racconta le guerre nel mondo che nascono dalla mancanza di acqua

IGIENE PERSONALE SENZA SPRECHI –

Tornando ai nostri stili di vita, se andate solo a dare uno sguardo ai semplici consigli che diamo per risparmiare acqua in casa (dal lavaggio dell’auto con il secchio all’uso di uno sciacquone differenziato), vi accorgerete che non sprecare acqua in casa non solo è la cosa più semplice del mondo, ma anche la più naturale, se solo ci decidiamo a usare la zucca, ovvero la testa con buon senso incorporato. Non sprecare acqua è possibile anche lavandosi spesso: sebbene un’eccessiva compulsione nell’igiene più che un problema di sprechi può essere una questione da lettino dell’analista. E se un ambientalista autentico, un uomo che ha passato la vita per difendere la Natura, parlo di Fulco Pratesi, ci racconta come dosa perfino le sue docce e il lavaggio della sua biancheria intima, è chiaro che siamo di fronte a un’ironica provocazione. Un modo per dire: Imparate a non sprecare l’acqua.  Potete farcela davvero senza grandi sforzi.

COME RISPARMIARE ACQUA IN CASA: