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Sprechi alimentari, ridurli dell’1 per cento vale un risparmio di 7 miliardi di litri di acqua

Si chiama acqua blu, ed è quella incorporata nei prodotti alimentari. Davvero tanta, da non sprecare. Ecco dieci semplici consigli per ridurre lo sperpero del cibo che finisce nella spazzatura.

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IMPORTANZA DEL RISPARMIO IDRICO –

L’Italia è il paese dell’Europa meridionale con le maggiori risorse idriche, mentre la nostra produzione di petrolio è in grado di coprire solo una piccola parte del fabbisogno nazionale (7-8%): ne consegue che dovremmo dipendere dall’estero più per il petrolio che per l’acqua, e invece ogni anno importiamo molta più acqua che petrolio, il rapporto è 1 litro di petrolio e 100 litri di acqua.

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IMPORTANZA RISPARMIO ACQUA –

Questa immensa quantità di acqua (6.700 miliardi di litri) è  l’acqua blu (blue water) incorporata nei prodotti alimentari importati dall’estero e consumati in Italia in un anno; in particolare l’acqua blu è l’acqua  proveniente dai fiumi, laghi e falde acquifere sotterranee dei paesi da cui importiamo beni alimentari e che è stata utilizzata per la produzione degli stessi. Per comprendere le enormi quantità in gioco, basti pensare che queste sono superiori sia ai volumi di acqua erogata annualmente in Italia dalle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile (5.200 miliardi di litri nel 2012), sia ai volumi utilizzati annualmente dall’industria manifatturiera italiana (5.500 miliardi di litri nel 2012).  Se si considera anche l’acqua blu utilizzata per le derrate alimentari prodotte e consumate in Italia si arriva alla stratosferica cifra di circa 9.250 miliardi di litri all’anno ma, purtroppo, ben  706 miliardi di litri sono sprecati a causa di errati comportamenti da parte dei consumatori. Ridurre il fenomeno dello spreco alimentare anche solo dell’1% significherebbe, oltre a non sprecare tonnellate e tonnellate di cibo, risparmiare in un anno 7 miliardi di litri d’acqua (di cui 1,9 miliardi di litri di risorse idriche italiane, cioè un volume quasi doppio rispetto a quello del Empire State Building di New York) e 143.000 tonnellate di CO2, cioè le emissioni annuali di una cittadina italiana di 24.000 abitanti. Come si può realizzare tutto ciò?  Basta seguire semplici regole come quelle di seguito riportate:

  • Pianificare gli acquisti e controllare le scorte già presenti in casa, in modo da comprare solo quello di cui si ha bisogno e che si prevede di consumare in tempi brevi.
  • Approfittare delle offerte solo se si è certi di consumare quei prodotti.
  • Acquistare i prodotti con maggior vita residua, cioè con data di scadenza più lunga, solo quando ciò è necessario, quindi quando non si prevede di consumare il prodotto in tempi brevi.
  • Portare i prodotti surgelati nel più breve tempo possibile a casa, per evitare di interrompere la catena del freddo e accelerare il processo di deterioramento.
  • Seguire le indicazioni in etichetta sulle modalità di conservazione dei prodotti acquistati.
  • Ordinare la dispensa, mettendo a portata di mano i prodotti che scadono prima e più indietro quelli che si possono conservare più a lungo.
  • Verificare il corretto funzionamento del frigorifero (le pareti devono essere asciutte e nel freezer non ci deve essere il ghiaccio).
  • No servire porzioni troppo abbondanti, chi vuole può poi servirsi nuovamente.
  • Riutilizzare gli avanzi, anche utilizzandoli come ingredienti per nuovi piatti.
  • Chiedere la doggy bag, se al ristorante è avanzato del cibo.

PER APPROFONDIRE: Tutte le regole per ridurre gli sprechi di acqua in casa