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Doggy bag, arriva in 30.000 ristoranti. Chiediamola e usiamola. Il 30 per cento del cibo ordinato finisce nella spazzatura: di questo dovremmo vergognarci… (foto e video)

In Francia è obbligatoria. In America è una moda nata a San Francisco. In Cina un gesto di buona educazione. E in Italia? C’è ancora un trenta per cento di italiani che la considera volgare e da maleducati. Ma una nuova iniziativa potrebbe cambiare la storia di un oggetto fondamentale nella lotta agli sprechi

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DOGGY BAG AL RISTORANTE

Quasi nessun cliente, al ristorante, consuma tutto il cibo che ordina. Il resto finisce puntualmente sprecato. La soluzione esiste, ed è molto semplice: diffondere ovunque la doggy bag, come esiste in tanti paesi, dalla Francia all’America passando per la Cina.

In Italia questo banale strumento antispreco, un piccolo oggetto di civiltà, ha dovuto superare le montagne russe della burocrazia e della legge. Ci sono state una serie di contestazioni che sono poi finite con una storica sentenza della Corte di Cassazione che, nel 2014, ha sancito il diritto dei clienti dei ristoranti, delle pizzerie e delle tavole calde, di portarsi il cibo avanzato a casa.

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RIMPIATTINO ROMA

Da allora però questa abitudine non ha fatto molti passi avanti, se circa il 70 per cento dei ristoratori confessa che i loro clienti non sembrano interessati alla doggy bag. Ma adesso siamo a una svolta. La Fipe (Federazione pubblici esercizi) e Comieco (Consorzio per il riciclo carta e cartone) hanno fatto un accordo in base al quale, dopo una prima fase sperimentale su 1.000 esercizi pubblici, saranno 30mila i ristoranti che avranno la doggy bag. Ed esiste perfino un prototipo, premiato da Comieco, intitolato Rimpiattino e realizzato dal ristorante Duke’s di Roma.

Dovremmo tutti, proprio tutti, convincerci di quanto sia utile la doggy bag, il sacchetto con il quale il ristorante consente al cliente di portare a caso il cibo avanzato a tavola. Lo spreco di cibo nei ristoranti è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati. Ma c’è ancora troppa timidezza, pudore, e talvolta perfino vergogna, nell’uso della doggy bag. Pensate il 25 per cento degli italiani la considera «volgare, da maleducati e da poveracci».

Allo stesso tempo, bisognerebbe dare un incentivo in più ai ristoratori, introducendo uno sgravio fiscale per chi usa, con regolarità la doggy bag. Sarebbe un modo per spingere tutti i locali pubblici all’uso di questo strumento antispreco.

Rimpiattino (Fipe/Comieco)

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DOGGY BAG IN AMERICA

Difficilmente Donald Trump riuscirà a smontare anche questo piccolo ma significativo cambiamento dell’era Obama. È stata Michelle Obama, infatti, a usare con grande frequenza la doggy bag, ed a farsi fotografare mentre porta a casa il cibo recuperato dal ristorante. Lo ha fatto anche durante un viaggio in Italia, quando uscendo da una trattoria romana ha mostrato la sua doggy bag con l’avanzo della carbonara che aveva ordinato. Tra l’altro la doggy bag è un’invenzione americana, che nasce proprio nei caffè e nei ristoranti di San Francisco, dove la lotta contro gli sprechi alimentari è sempre stata molto sentita.

DOGGY BAG IN FRANCIA

In Francia, all’interno della lotta contro lo spreco di cibo, è stata fatta perfino una norma che obbliga i ristoranti con più di 180 posti a sedere di avere in dotazione la doggy bag. La Francia, ricordiamolo, è anche il paese che sul fronte della lotta agli sprechi di cibo ha fatto di più, arrivando ad approvare una legge che rende obbligatorio per i supermercati (con multe e perfino il carcere) donare i prodotti ancora commestibili e avanzati al circuito del volontariato, per l’assistenza ai poveri. In Italia, dove è stata lanciata anche una campagna da Change.org, appena il 20 per cento dei clienti la chiedono, anche se, in teoria, uno su cinque, si dichiara favorevole a utilizzarla.

PER SAPERNE DI PIÙ: Spreco alimentare, per sconfiggerlo incentivi a chi produce meno rifiuti

DOGGY BAG IN SPAGNA

Qui ha funzionato molto bene uno spot televisivo, poi diventato virale sulla Rete. Un noto personaggio, al momento di uscire dal ristorante chiede alla cameriera se può avere una doggy bag e portare via il cibo rimasto. E viene servito.

DOGGY BAG IN CINA

La richiesta del doggy bag al ristorante in Cina (dove si spreca fino alla metà del cibo ordinato) ha un nome preciso. Si chiama dabao che, letteralmente, significa “Mi faccia un pacchetto”. Il gesto di chiedere di potere portare a casa ciò che avanza da quanto ordinato a ristorante, in Cina è entrato nel galateo, e viene considerato un comportamento da persone educate. Attente a evitare lo scandaloso spreco di prodotti alimentari.

PORTARE A CASA CIBO AVANZATO AL RISTORANTE

Una volta recuperato il cibo che altrimenti andrebbe sprecato, grazie alla doggy bag, resta la domanda sul che cosa farne. Le possibilità sono due. Riutilizzarlo nelle nostre mura domestiche, a pranzo oppure a cena. Seconda ipotesi: donarlo, e in questo caso basta rivolgersi alla parrocchia più vicina alla propria abitazione. Noi ovviamente preferiamo questa seconda soluzione.

RICETTE SQUISITE REALIZZATE CON GLI AVANZI:

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