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Legge anti-spreco in Francia: supermercati obbligati a donare cibo

Le nuove norme dopo una petizione popolare con 200mila firme. 20 miliardi di euro l’anno il cibo sprecato stanno per diventare legge. Non potevamo farla noi questa legge? E non poteva venire fuori dall’Expo invece della solita retorica?

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LEGGE ANTI SPRECO IN FRANCIA –

È una legge che apre una nuova pista in Europa, che per entrare in vigore aspetta solo l’ok definitivo del senato: la Francia dice basta allo spreco di cibo, con un provvedimento molto concreto e fattivo. Ripercorriamo velocemente le tappe: l’Assemblea nazionale francese lo scorso maggio ha approvato all’unanimità un provvedimento che mette spalle al muro i supermercati per evitare lo spreco del cibo. E per trasformare lo spreco in una risorsa. In pratica: tutti i punti vendita con una superficie superiore ai 400 metri quadrati dovranno donare agli enti assistenziali, attraverso la rete del volontariato, tutti i prodotti in scadenza o invenduti altrimenti destinati alla spazzatura. L’obbligo è quello di stipulare convenzioni con le associazioni che fanno questo tipo di attività. I prodotti avariati e non più commestibili, invece, dovranno essere usati per il compostaggio agricolo o per finalità energetiche. Anche qui è lotta senza quartiere agli sprechi nella filiera della grande distribuzione alimentare.
Il 10 dicembre  è stata approvata la legge che dovrebbe ridurre i circa 8 milioni di tonnellate di cibo che ogni anno vanno a finire nel cestino e nei primi giorni di questo 2016 si attende la definitiva entrata in vigore del dispositivo, dopo il passaggio al Senato.

LEGGI ANCHE: Fame Zero, il progetto della Caritas contro gli sprechi di cibo

IN FRANCIA LA LEGGE CONTRO GLI SPRECHI ALIMENTARI –

Il cammino della legge è stato in pieno stile “condividere” dal basso, a cui noi abbiamo dedicato una specifica sezione del sito: questo provvedimento infatti arriva dopo che una petizione su www.change.org , indirizzata al Parlamento francese, ha raccolto oltre 200mila firme. E dopo che sono stati resi noti gli ultimi, catastrofici, dati sullo spreco di cibo in Francia: 30 chili l’anno pro capite, per un valore pari a 20 miliardi di euro l’anno. Chi non rispetterà le nuove norme potrà ricevere multe salate, a partire da 75mila euro, o una condanna fino a 2 anni di carcere.

COSA PUOI FARE TU: 10 consigli pratici per non sprecare il cibo

SPRECHI ALIMENTARI IN ITALIA –

I numeri della Francia sono molto vicini a quelli dell’Italia, dove gli sprechi alimentari domestici si traducono in un costo a famiglia di 316 euro l’anno, con una media di sprechi a famiglia spalmata in tutti i generi alimentari: 10,7 chili di verdura, 10 chili di frutta, 9,1 chili di pane e 6 chili di pasta. Resta da chiedersi come mai una legge simile non è stata fatta prima in Italia, dove abbiamo un Expo che, tra tanta retorica, dovrebbe trattare in modo più concreto lo spreco alimentare e dove è attivissima una fitta rete di associazioni di volontariato impegnate proprio nel recupero del cibo per i poveri. Dobbiamo sempre aspettare gli altri, e in questo caso i francesi?

PER APPROFONDIRE: “Doggy bag. Se avanzo mangiatemi”, il progetto per ridurre gli sprechi di cibo

DOGGY BAG FRANCIA –

Non è l’unica innovazione francese in tema di lotta agli sprechi. Su repubblica.it leggiamo anche delle nuove norme imposte ai ristoranti che servano almeno 180 pasti al giorno. I clienti saranno legittimati a chiedere i cibi non consumati per portarli a casa, nelle ‘doggy bag’, usanza che i ristoratori transalpini hanno sempre guardato con molto scetticiscmo: molti addetti ai lavori credono che ci sarà da vincere la ritrosia dei clienti che vedono la schiscetta come un’abitudine troppo americana. I sondaggi dicono che il 75% dei francesi è favorevole all’idea, ma ben il 70% non ha mai fatto ricorso alla possibilità di portare a casa il cibo.

DOGGY BAG ITALIA –

Secondo una ricerca di Coldiretti, un italiano su cinque si dice d’accordo con l’iniziativa transalpina e afferma di aver chiesto la vaschetta porta-cibo almeno una volta al ristorante, mentre oltre il 25% degli intervistati ritiene che sia “da maleducati, da poveracci e volgare” o si vergogna comunque a richiederla. E voi da che parte state?