A Singapore non si spreca neanche una goccia d’acqua

Si recuperano sia quella piovana sia le acque reflue. Pur non avendo sorgenti, non ha neanche un giorno di crisi idrica

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Singapore non ha sorgenti e falde profonde: il suo territorio è piatto e basso, e quindi non ci sono le condizioni per creare fonti idriche naturali. Eppure la metropoli asiatica è diventata un modello unico nel mondo per la sua capacità di non sprecare neanche una goccia d’acqua e di non ritrovarsi mai, neanche per un giorno, in una condizione di crisi idrica. A differenza di intere aree, per esempio dell’Italia meridionale, dove invece l’acqua naturale esiste, ma viene sprecata, non esiste il riciclo dell’acqua e i collassi idrici (con intere comunità che restano a secco), specie nei periodi di siccità, sono molto frequenti.
La scommessa vincente di Singapore si gioca tutta attorno a una parola: riciclo, sia dell’acqua piovana sia delle acque reflue.

Per quanto riguarda l’acqua piovana, Singapore è organizzata con un enorme sistema di raccolta, con circa i due terzi del territorio che funzionano da bacino. L’acqua piovana che cade sui tetti, sulle strade, nei parchi e nelle aree urbane, viene convogliata (tramite impianti molto avanzati e sofisticati, nei canali e nei fiumi artificiali) verso i 17 bacini di raccolti, alcuni autentici laghi artificiali, altri impianti in pieno centro. Da qui l’acqua piovana passa negli impianti di potabilizzazione, viene trattata, con procedimenti che riguardano sia la filtrazione sia la disinfezione, e poi arriva nei rubinetti dei cittadini.

Nei periodi particolari, quando c’è siccità e la domanda di acqua è molto alta, quella immagazzinata nei bacini di raccolta della pioggia, viene integrata con l’acqua che arriva dagli impianti di desalinizzazione.  In questo caso Singapore usa quasi esclusivamente la desalinizzazione per osmosi inversa (Reverse Osmosis, RO), oggi lo standard mondiale più avanzato, che funziona con tre gradini:

  • Raccolta dell’acqua dal mare
  • Eliminazione delle impurità e rimozione, attraverso griglie e filtri, di alghe, sabbia e detriti
  • Trasformazione in acqua potabile, con un processo di rimineralizzazione (per gusto e caratteristiche chimiche), disinfettata e resa conforme agli standard di totale sicurezza.

Un ultimo tassello del puzzle che consente a Singapore, pur essendo sfornita di falde e di sorgenti, di avere sempre acqua potabile in abbondanza, è l’importazione di acqua potabile, in casi di emergenze, dalla Malesia.

Quanto invece alle acque reflue, il sistema di riciclo e riuso avanzato che le trasforma in una risorsa preziosa e sicura è il programma NEWater, gestito dall’agenzia nazionale delle acque PUB (Public Utilities Board), nell’ambito  della strategia più ampia dei Four National Taps (“quattro rubinetti nazionali”): raccolta di acqua piovana, desalinizzazione, acqua importata, riciclo delle acque reflue. L ‘acqua, con il sistema NEWater, passa attraverso membrane molto fini che filtrano particelle, batteri e solidi sospesi, e una membrana semipermeabile rimuove sali, virus, pesticidi, metalli pesanti e molte altre impurità.

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Infine, una disinfezione con raggi ultravioletti (UV) elimina ogni traccia restante di microrganismi, garantendo sicurezza microbiologica e il  risultato finale è acqua ultra-pulita, che supera standard internazionali di potabilità come quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti (USEP).

Attualmente, una parte importante della domanda d’acqua è soddisfatta dal NEWater, e si punta a farne una fonte ancora più significativa in futuro. Alcuni documenti ufficiali indicano che in passato fino a circa il 40 per cento del fabbisogno idricodell’isola poteva essere soddisfatto con NEWater, con progetti per arrivare oltre il 50 per cento nei prossimi anni.

Grazie ai quattro  rubinetti del  Four National Taps (raccolta di acqua piovana, desalinizzazione, acqua importata, riciclo delle acque reflue), Singapore è considerata una città-spugna, l’unica al mondo dove non si spreca mai neanche una goccia d’acqua.

 

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