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Gli indirizzi del turista a impatto zero

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Federico Taddia

Dormire a Milano in ex ospedale psichiatrico. Mangiare a Roma pizza e spaghetti cucinati e serviti da ragazzi down. Andare al cinema a Napoli, in una vecchia sala riaperta nel quartiere di Ponticelli. E fare shopping a Palermo in un emporio «pizzo free» con prodotti di artigiani che si sono ribellati all’estorsione.
Ecco l’Italia a misura di turista responsabile, raccontata e fotografata da una guida pubblicata da «Altraeconomia». «L’idea è quella di proporre un’altra Italia – spiega Silvia Leone, una delle curatrici -. E così i nostri collaboratori hanno cercato e sperimentato in venti città italiane tutte le possibilità per mangiare bio, dormire in strutture alternative, fare shopping consapevole e muoversi lungo itinerari inusuali con un impatto ambientale minimo».

Oltre mille realtà censite, da Trieste a Palermo, con mappature dettagliate e ricche di indicazioni sulle città sostenibili. Si parte da L’Aquila, in un tessuto tutto da ricostruire dove la società civile è in pieno fermento: qui madre e figlia hanno aperto «Il Chiassetto», un B&B a ridosso della «zona rossa» con colazione rigorosamente bio. La Bottega «Il Sicomoro» propone invece escursioni tra borghi medievali, buona cucina e paesaggi mozzafiato per dimostrare che tutto non è andato perso. E non può mancare un passaggio a «Piazza d’Arti», il nuovo polo culturale nato su strutture temporanee, diventato un centro artistico e di aggregazione giovanile. O una visita a Luca Sebastiani, agricoltore e flautista che coltiva farro, zafferano, ceci e cipolle con metodi naturali concimando solo con letame.

«L’intento è di evidenziare ciò che non viene segnalato da altre guide», sottolinea Silvia Leone. «Una guida che ti fa entrare in una città in punta di piedi: sei turista responsabile grazie a piccole scelte sul dove mangiare, dove dormire o cosa acquistare, senza perderti le bellezze artistiche della città, ma poi diventi anche cittadino di quel luogo proprio perché entri a far parte del tessuto sociale». A Milano, ad esempio, si può dormire all’Ostello Olinda, dentro l’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, si può acquistare il giornale a Carta Canta, una delle prime edicole solidali d’Italia e si può ammirare il «controfashion» proposto dal collettivo di «moda critica» L’Isola della moda, che contamina stile e tendenze con caratteristiche etiche degli abiti.

Una Napoli che non ti aspetti è invece quella ridisegnata da Ciclofficina, che propone percorsi su due ruote in città, oppure le camminate ideate dall’associazione Scarpediem. Per lo shopping nel quartiere Sanità la comunità Crescere insieme, che accoglie persone con problemi di dipendenza, realizza statue per il presepe. Per chi è alla ricerca di un mandolino e di una chitarra tradizionale, Liutarte propone strumenti lavorati con tecniche tradizionali, certifica la provenienza del legno e smaltisce gli scarti del ligneo offrendoli ai forni delle pizzerie vicine.

A Palermo l’Emporio Pizzo free, oltre a proporre prodotti di imprenditori, agricoltori e commercianti che hanno detto no alla mafia, è anche il punto di riferimento per le visite-lampo in centro con «l’eco talpa», un risciò adibito al trasporto turistico. Così come a Venezia è possibile acquistare souvenir alternativi alla Giudecca, grazie alle realizzazioni dei detenuti del carcere maschile e femminile: pelletteria, magliette, fitocosmesi e le borse Malefatte, realizzate recuperando vecchi striscioni pubblicitari.

«Fare turismo responsabile è possibile da Nord a Sud, e la nostra guida lo dimostra – sottolinea Silvia Leone -. Così come testimonia la grande creatività del nostro Paese: scelte consapevoli e di consumo critico non vanno certo a diminuire la qualità delle proposte, che invece contengono caratteristiche eccellenti e di altissimo livello, perché il turista responsabile è anche e soprattutto un turista felice».