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Così l’aria può diventare acqua

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Una bottiglia che si auto-riempie di acqua catturandola dalla nebbia, come fa il coleottero del deserto del Namib. L’invenzione, decisamente particolare, proviene dal Regno Unito ed è stata sviluppata da un team della Ndb Nano, la start-up di bio-imitazione focalizzata sullo studio dell’insetto.

Lo scarafaggio che vive in alcune delle aree più aride dell’Africa, riesce a sopravviverci accumulando sul proprio guscio piccole quantità d’acquaraccolte dall’umidità presente nell’aria, grazie alle quali riesce a dissetarsi.

Partendo dalla particolare strategia di sopravvivenza dell’insetto, i ricercatori hanno sviluppato il prototipo di una bottiglia che riesce a immagazzinare dall’aria fino a tre litri d’acqua all’ora utilizzando una superficie su nano-scala che aumenta lo sfruttamento della condensazione dell’acqua.

Inoltre, hanno creato una versione sintetica del materiale biologico che riveste l’insetto ricoprendo la superficie della bottiglia con materiali idrofili in grado di assorbire e trattenere l’acqua e materiali idrofobi e idrorepellenti che svolgono invece la funzione opposta.

La speciale bottiglia è ancora un prototipo che la società sta sperimentando all’interno di serre e tetti verdi ma, una volta realizzata, potrebbe trovare applicazione in diversi campi come ad esempio la produzione di acqua potabile in aree desertiche o nei Paesi del terzo mondo.

Potrebbe permettere inoltre la raccolta e il riciclaggio del vapore che si forma nelle torri di raffreddamento industriali, riducendo così l’energia usata.