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Lo stress di una vita da animali

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Furlani Roberto

Essere timidi e introversi o al contrario socievoli e espansivi, così come trovarsi a proprio agio in situazioni che altri giudicherebbero stressanti, può avere una grande influenza sulla vita. Anche gli animali non scappano a queste regole. Kathryn Arnold dell’ Università di York (Regno Unito) e Katherine Herborn dell’ Università di Glasgow hanno confermato su Journal of Experimental Biology che gli uccelli, come altri animali, possiedono una loro personalità dimostrando poi, per la prima volta, come la timidezza o la temerarietà abbiano implicazioni sul loro stato di salute. «Negli ultimi cinque anni – dice Kathryn Arnold – c’ è stato un crescente interesse per comprendere la personalità degli animali. Le situazioni di stress hanno importanti ripercussioni a livello fisiologico. Abbiamo voluto così capire come la personalità si possa riflettere sullo stress ossidativo, una condizione patologica, causata dalla rottura dell’ equilibrio fra la produzione e l’ eliminazione di particolari sostanze chimiche, che provoca il danneggiamento delle cellule con implicazioni sulla vitalità dell’ organismo». Le due ricercatrici hanno classificato la personalità di 22 verdoni, una specie appartenente alla famiglia dei fringillidi. Per comprendere le differenze nelle loro personalità hanno sottoposto gli animali a diversi test, per analizzare le loro reazioni rispetto a una nuova fonte alimentare. Alcuni, coerentemente con il loro temperamento, erano più guardinghi, altri più temerari. In alcuni casi i più baldanzosi impiegavano pochi secondi per vincere titubanze e paure e avventarsi quindi sul cibo, a differenza dei più timidi. Mettendo quindi in relazione le analisi del sangue dei verdoni con la loro personalità, i ricercatori hanno trovato che gli uccelli più timidi soffrivano maggiormente, rispetto a quelli più intraprendenti, di stress ossidativo. «Gli uccelli neofobici – nota Arnold – che temono cioè le novità, possono soffrire un maggiore stress ossidativo ma probabilmente proprio per la loro diffidenza rischiano meno di essere predati. Però possono morire prima in quanto pagano alti costi fisiologici per la loro timidezza». La personalità, incluse le manifestazioni di stress, è una caratteristica diffusa nel regno animale, descritta in più di 60 specie, comprendenti primati, roditori come gli scoiattoli, uccelli, pesci, insetti e molluschi. Un altro caso mette in risalto come i genitori «buoni» siano sottoposti a stress. Succede nelle rondini arboricole bicolori a cui i ricercatori della canadese Queen University hanno misurato il livello di glucocorticoidi, gli ormoni dello stress, allargando o diminuendo il numero dei piccoli della nidiata. Risultato: contrariamente a quanto ipotizzato, più figli da accudire comportano un aumento di glucocorticoidi ma pure una maggiore attenzione verso i pulcini e maggiori possibilità di riprodursi. Secondo Kees van Oers dell’ Istituto olandese di ecologia, che ha studiato le cinciallegre, il 50% delle variazioni riscontrate nella loro personalità è dovuta a differenze genetiche. In loro è stato trovato un «gene della curiosità» e con una sua variante indotta diventano temerarie. Nel giro di quattro generazioni i ricercatori sono riusciti a ottenere uccelli più coraggiosi e altri più timidi. Inoltre c’ è anche un impatto della personalità sulla sopravvivenza, in dipendenza dalle fonti di cibo. Negli anni di penuria, le femmine coraggiose sopravvivono più a lungo; situazione che si ribalta quando c’ è sovrabbondanza di cibo. Su un lasso di tempo maggiore, gli uccelli con personalità intermedie sono quelli che registrano il maggiore successo riproduttivo. Può capitare che persino la temperatura influenzi la personalità. Accade nelle castagnole. Come evidenziato da Peter Biro dell’ Università del Nuovo Galles del Sud (Australia), questi pesci aumentano il loro livello di attività, diventando più coraggiosi e aggressivi solo per qualche grado di temperatura in più.