Specie a rischio estinzione nel mondo - Non sprecare
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Specie a rischio, ci sono anche allodole e scoiattoli. Si avvicina l’ora x di una nuova estinzione di massa

Allarme Onu: il 75 per cento dell'ambiente terrestre e il 66 per cento dell'ambiente marino "gravemente alterati". Dagli interventi dell'uomo. E 500mila specie non hanno più il loro habitat

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SPECIE A RISCHIO ESTINZIONE NEL MONDO

Potrebbe essere la sesta estinzione di massa nella storia della Terra, la prima per mano dell’uomo. L’Onu, attraverso l’Agenzia Ipbes (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) aggiorna continuamente statistiche e cambiamenti dell’ecosistema, e purtroppo i numeri dicono che la situazione non fa altro che peggiorare. Come conferma il lavoro firmato da 450 esperti, che hanno sintetizzato in 1.800 pagine le loro conclusioni. Molto lontane dall’obiettivo di rendere il Pianeta più sostenibile. 

La prima cosa che viene fuori dal Rapporto Onu è che negli ultimi anni i più gravi fenomeni di auto distruzione dell’ecosistema, tutti per mano dell’uomo, hanno avuto un’impressionante accelerazione. Parliamo dell’ambiente terrestre sommerso da colate di cemento, dell’ambiente marino modificato dagli allevamenti ittici e dall’invasione della plastica, di fiumi e laghi utilizzati per coltivazioni o allevamenti. Risultato: oltre 500mila specie hanno habitat insufficienti alla loro sopravvivenza, il 75 per cento dell’ambiente terrestre e il 66 per cento dell’ambiente marino sono “gravemente alterati” dall’uomo e la biomassa dei mammiferi selvatici è diminuita dell’82 per cento.

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SPECIE A RISCHIO ESTINZIONE IN EUROPA

In Europa le specie più colpite sono le allodole (dimezzate negli ultimi 40 anni), la farfalla blu, gli scoiattoli rossi, i pipistrelli, la gazzella Dama, l’elefante di Sumatra, ed è in atto una vera moria degli impollinatori. Tra le cause dell’estinzione di massa, tutte riconducibili all’attività dell’uomo, gli esperti dell’Onu, che parlano di “un attacco senza precedenti alla natura”, mettono ai primi posti il cambiamento climatico

Non amiamo il catastrofismo di alcuni pseudo ambientalisti che vedono sempre la fine del mondo dietro l’angolo. Ma quando i dati hanno un valore scientifico, e la loro fonte è molto attendibile, devono essere presi sul serio. Almeno per riflettere. La rivista Science ha pubblicato alcuni dati sui rischi per la biodiversità sulla base di ben 131 studi sull’innalzamento delle temperatura in seguito al surriscaldamento del pianeta. L’ipotesi più catastrofica, in assenza di significativi correttivi, è un aumento di 4,3 gradi della temperatura, all’attuale livello di emissione di gas serra, e il rischio estinzione entro il 2100 di una specie animale e vegetale su sei. Sarebbe un vero disastro.

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SPECIE ANIMALI E VEGETALI A RISCHIO DI ESTINZIONE

Ovviamente i danni maggiori di questa catastrofe ambientale si verificherebbero nelle zone del mondo dove è più alto il livello della biodiversità e sono maggiori le specie di animali e di piante. Parliamo di Australia, Nuova Zelanda e Sudamerica. E, per nostra fortuna, non di Europa. Ma questo non deve farci sentire più tranquilli, e quando parliamo di riduzione delle emissioni facciamo riferimento innanzitutto a minori sprechi di energia e di acqua. Quelli che possiamo fare tutti, modificando con leggerezza i nostri stili di vita.

TUTTE LE SPECIE A RISCHIO ESTINZIONE:

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