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L’Enac, l’ente dove volano scandali e sprechi

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Michele Sasso      www.linkiesta.it

L’ultima (presunta) tangente è stata scoperta con l’arresto di Franco Pronzato, membro del consiglio d’amministrazione dell’Enac, coordinatore nazionale del Trasporto aereo del Pd ed ex consulente dell’allora ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani. L’accusa è aver incassato una tangente da 40mila euro sull’appalto da un milione e mezzo dell’Enac per il collegamenti aerei «low cost» tra l’isola d’Elba e Roma Urbe, Firenze e Pisa. Perché l’Ente nazionale per l’aviazione civile periodicamente finisce nelle inchieste della Magistratura?

L’Enac è un’autorità governativa che ha funzione di «regolamentazione tecnica ed attività ispettiva, sanzionatoria, di certificazione, di autorizzazione, di coordinamento», insomma regola e controlla la sicurezza aerea come l’idoneità degli operatori aerei e del personale di volo ma rilascia anche le autorizzazioni per gli aerei e le linee. Le nomine dei suoi membri spettano al consiglio dei Ministri, al premier e al ministro dei trasporti. Un compito delicato dove però qualcosa si inceppa e qualcuno finisce sotto inchiesta. Nel 2008 l’ex presidente Alfredo Roma è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Bologna per corruzione aggravata nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti dei servizi a terra dell’aeroporto Marconi di Bologna dati a Doro Group.

L’indagine partì dopo che i sindacati, denunciando il sistema di subappalti e esternalizzazioni, svelarono anche i problemi di sicurezza nello scalo. Nel triennio 2004-2006 Doro Group incassò per la fornitura di servizi circa 10 milioni di euro, pur non avendo i requisiti necessari per operare. Per i ventisei rinviati a giudizio, a conclusione dell’udienza preliminare, i reati ipotizzati andavano dall’associazione per delinquere, truffa ai danni dei lavoratori, frode in pubbliche forniture, omissione nei versamenti contributivi e assistenziali, appropriazione indebita della parte spettante ai lavoratori, fino alle omissioni nella predisposizione di misure di sicurezza per i lavoratori.

Dopo 3 anni, lo scorso 23 marzo la sentenza: Alfredo Roma è stato condannato, con patteggiamento, a un anno e otto mesi perché avrebbe acconsentito a Doro Group di aggiudicarsi la gestione dei servizi, ricevendo in cambio preziosi regali. Tutte le accuse sono state confermate. Un brutto smacco per l’ente che dovrebbe vigilare sulla sicurezza dei nostri aerei, raccontato anche dal settimanale L’Espresso: scuole di volo irregolari, ispettori impreparati, verifiche non effettuate, carenze, omissioni e silenzi dell’ente pubblico. Una ricostruzione partita dalla morte di Noemi Moscetta che insieme al suo istruttore si è schiantata mentre volava verso Perugia il 20 gennaio 2008. La stranezza era che la sua scuola di volo, la Aviomar di Roma, era stata messa già da un anno sotto ispezione per il sospetto di gravi irregolarità tecniche e a sua volta l’ufficio di Enac che stava indagando sull’Aviomar era sotto inchiesta per volontà del direttore generale Silvano Manera.

Uno scenario inquietante di intrecci politici ed interessi tra ministero dei Trasporti, Enac, linee aeree e scuole di volo. Manera, scaduto il mandato, è stato sostituito a maggio 2009 da Alessio Quaranta (figlio del neopresidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta) ma per lui è arrivato un incarico prestigioso: consigliere del ministro dei trasporti Altero Matteoli per l’aviazione civile. Dopo due anni, a febbraio 2011, viene rinnovato anche il cda ed Enac chiude un occhio: Roberto Serrentino è contemporaneamente controllore e controllato come consigliere di amministrazione Enac e componente del collegio sindacale della società Aeradria che gestisce l’aeroporto di Rimini. A chiedere chiarimenti con in un’interrogazione il parlamentare Pd Michele Meta, che aggiunge altre ombre: «risulta che alcuni dirigenti Enac sono stati nominati revisori dei conti di società di gestione aeroportuali, percependo emolumenti da società soggette a molteplici azioni di controllo da parte di Enac». Ancora nessuna risposta dal ministro Matteoli.