Come prevenire i tumori - Non sprecare
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Come prevenire i tumori, tutto si gioca su cibo, movimento e fumo (Video)

In Italia mille nuovi casi al giorno, anche se ormai la guarigione per il cancro al seno o alla prostata è attorno al 90 per cento. Aumentano i tumori che colpiscono le donne: colpa del fumo. L’appello di un luminare: «Cambiate gli stili di vita».

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COME PREVENIRE I TUMORI –

Per dirla con Umberto Veronesi, il quadro in Italia è questo: di tumore ci si ammala di più, ma si muore meno. Una contraddizione, in realtà solo apparente, e un luminare in questo campo, il professore Fortunato Ciardiello, presidente della Società europea di Oncologia Medica, nell’intervista che segue ci spiega tutto con molta chiarezza.

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DATI SUI TUMORI IN ITALIA –

Ma partiamo dai dati, appena pubblicati nel Rapporto 2016 dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Nel nostro Paese si contano mille nuovi tumori al giorno, una cifra spaventosa se ci pensate bene, il segno di un’epidemia ancora in corso, come spiega il professore Ciardiello, alla quale si abbina, e questa invece è un’ottima notizia, la cifra di altre mille persone che ogni giorno sono dichiarate clinicamente guarite. Un altro numero molto importante riguarda le donne, e non è confortante: mentre i casi di tumore diminuiscono tra gli uomini (meno 2,5 all’anno), aumentano tra le donne (176mila diagnosi nel 2016, rispetto alle 169mila del 2015). Come mai? La risposta scientifica, che troverete anche in questa intervista è netta: colpa del fumo, in quanto le donne stanno aumentando il numero di sigarette che aspirano. Infine, un dato geografico, un’ennesima fotografia dell’Italia spaccata in due parti: nel Sud ci sono meno tumori che al Centro Nord, ma sono curati peggio. E ciò non per un caso, ma per gravi buchi neri nel sistema organizzativo del Servizio nazionale.

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STILI DI VITA ANTI-CANCRO –

Sullo sfondo dei numeri, una realtà sulla quale insistiamo molto, e da sempre, nel sito Non sprecare a proposito dei nuovi stili di vita. Tutta la partita contro il cancro, nelle sue varie declinazioni, a parte i progressi della medicina, si gioca innanzitutto su tre fronti: fumo, attività fisica, dieta corretta. Tre parole che dobbiamo scolpire nella testa, come una bussola per il nostro futuro. Per non sprecare la vita.

  • Professore Ciardiello, la medicina avanza, eppure il cancro è ancora un flagello. Come mai? come-prevenire-tumori (2)

La medicina conta, certo, ma l’epidemia del cancro ha una causa precisa: gli stili di vita. E lo dimostra il fatto che 4 tumori su 10 sono prevedibili.

  • Ovvero evitabili.

Assolutamente. Stili di vita significano innanzitutto non fumare, avere una dieta equilibrata (e la migliore è la mediterranea), e fare esercizio fisico, cioè camminare, nuotare, salire le scale a piedi.  Nel momento in cui una persona smette di fumare, per fare un esempio, le possibilità che sia colpita da un cancro crollano del 30 per cento. Mentre mi spaventa il fatto che più della metà dei bambini della Campania, altro esempio di segno opposto, risultano in sovrappeso.

  • E come spiega che aumentano i casi di tumore tra le donne?

È un dato che ancora non ha dimensioni tali da essere consolidato. Ma l’ipotesi più probabile è che le donne, purtroppo, fumano più di prima.  

  • Negli stili di vita lei comprende anche il fattore ambientale, ovvero l’inquinamento?

Il fumo passivo è molto più pericoloso dei gas di scarico delle macchine in città. Ma, e lo dico non in tono paradossale, i morti per tumore ( e anche per infarto e ictus) diminuirebbero se funzionassero meglio i mezzi pubblici e se i cittadini capissero l’importanza di raggiungere un posto, dal negozio all’ufficio, magari con una passeggiata.

  • E il fattore ambientale?

Certamente sapere che nel mondo solo 8 persone su 100 respirano senza correre rischi, fa venire i brividi. E ci fa capire quanta strada dobbiamo fare per il nostro benessere, la nostra sicurezza. La nostra vita.

  • Esiste una differenza importante tra Nord e Sud, in Italia, anche a proposito del rischio tumore.

Anche in questo settore, come in tutta la Sanità pubblica, abbiamo un quadro a macchia di leopardo. Ospedali ottimi ed eccellenti professionisti in alcune zone, buchi neri in altre.

  • Sì, ma le macchie scure sono più a Sud che a Nord.

Non sfuggo alla domanda, e le rispondo con le due cause. Nel Mezzogiorno si muore di più di tumore perché si fanno meno screening, e questo è un fattore che andrebbe rimosso con uno sforzo a tutti i livelli. Ma la causa che ha maggiore incidenza è un’altra: e si chiama cattiva organizzazione delle Rete di assistenza.

  • Detta così, sembra più che altro un titolo.

Nell’Oncologia il fattore tempo è determinante, decisivo ai fini della vita o della morte del paziente. In quasi tutte le regioni del Centro Nord il percorso è standard. Si inizia dalla prima diagnosi del medico di famiglia, magari solo di fronte a una tosse eccessiva o per la presenza di sangue nelle feci, e si arriva al chirurgo, se possibile e se necessario, in un arco di tempo molto rapido. L’organizzazione della Rete dell’assistenza funziona.

  • E nel Sud?

C’è il labirinto, a partire dallo scarso supporto del medico di famiglia. E alla fine del labirinto, dall’oncologo, spesso si arriva troppo tardi.  Allo stesso tempo, sempre a proposito di organizzazione, i trattamenti dei tumori oggi richiedono, per essere efficaci, lavori di équipe, di squadre con diverse figure di medici e di specialisti. Un gruppo che puoi trovare solo in una grande struttura, mentre nelle regioni meridionali siamo circondati da ospedali e reparti inutili, che nessuno ha il coraggio e la forza di chiudere.

  • Non solo, però, per colpa della politica. Contano anche le pressioni corporative, le paure dei cittadini, gli interessi delle categorie, medici compresi.

Contano tante cose, ma c’è una sola certezza che le descrivo con una storia vera. Conosco un ospedale in Campania dove in Oncologia, in un anno, si sono fatti 2 interventi per il tumore al colon-retto, a fronte di migliaia di interventi fatti, per esempio al Pascale. Le faccio una domanda: lei andrebbe mai, anche solo a farsi visitare per un problema oncologico, in un ospedale del genere?

  • Vorrei chiudere con una valutazione da medico: faremo presto passi avanti per i tumori ancora imbattibili?

Da medico le dico che ne abbiamo di fronte tre che sono ancora imbattibili: polmone, pancreas e tumori celebrali. Mentre per la mammella e la prostata, se la diagnosi è fatta in tempo, abbiamo vinto la partita. Pensi che quando studiavo Medicina solo poco più della metà delle donne colpite da un tumore al seno guarivano, adesso siamo al 90 per cento. Come nel caso dell’altro tumore più diffuso, in questo caso tra gli uomini: la prostata.

  • Concludiamo con una buona notizia sul futuro a breve, per favore.

Direi ottima: presto, con alcuni colleghi di tutta Europa, annunceremo passi avanti importanti nella lotta contro il tumore al polmone. In particolare il buon funzionamento di farmaci a bersaglio molecolare e dell’immunoterapia.

  • Traduciamo per tutti.

Finalmente, sul cancro al polmone, stiamo trovando i farmaci giusti che vanno applicati, caso per caso, ai pazienti giusti.

  • Sostituendo la chemioterapia?

Dipenderà da ogni singolo tipo di tumore. Questa terapia di cui parliamo può sostituire la chemio o integrarla. Per darle un’idea, potrebbe accadere per il cancro al polmone quanto è successo per il melanoma metastatico. Fino a poco tempo fa non c’era davvero nulla da fare, adesso invece funzionano bene terapia e farmaci.

Nel servizio realizzato dall’emittente televisiva CBS, il caso di Acciaroli, il paese di mille abitanti in provincia di Salerno, che custodisce il segreto della longevità:

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