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Fumo vietato: ma eliminare i pacchetti da 10 sigarette non è un’induzione al fumo?

Il decreto legislativo del governo per combattere il tabagismo ha alcuni punti critici. Le confezioni più piccole servono proprio per smettere o ridurre. E siamo sicuri che le immagini shock con morti e cadaveri siano utili?

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ELIMINAZIONE PACCHETTI DA 10 DI SIGARETTE –

C’è qualcosa che non capisco nel decreto legislativo, appena approvato dal Consiglio dei ministri, in materia di lotta al fumo. Il divieto di accendere le sigarette quando in auto ci sono o donne in gravidanza o bambini, è comprensibile. Il fumo passivo fa male, e va contrastato specie quando i rischi riguardano soggetti più deboli, come in questo caso donne e bambini. Condivisibile anche la super multa da 1.000 a 4.000 euro a quei tabaccai che vendono sigarette a minorenni. Uno degli anelli deboli di questa battaglia, infatti riguarda proprio la scarsa collaborazione, come nel caso della vendita di prodotti alcolici, di molti, troppi commercianti. La contravvenzione può essere un deterrente utile.

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NUOVE SCRITTE SUI PACCHETTI DI SIGARETTE –

Mi sembra, invece, del tutto sbagliata l’idea di eliminare la vendita dei pacchetti da 10 sigarette. Lo fanno, dicono, perché si tratta di confezioni generalmente acquistate dai giovani. Un doppio errore. Innanzitutto non è vero, e lo dico da fumatore che prova, senza successo, a smettere. Ho scelto di acquistare i pacchetti da 10 sigarette proprio per fumare meno, e devo riconoscere che il sistema funziona: quando finiscono, non fumo più, e non ho voglia continuamente di stare a chiedere al primo che passa una sigaretta. Inoltre i giovani che acquistano sigarette o sono minorenni, e qui siamo nel campo dell’illecito che va colpito con una norma ad hoc, oppure sono maggiorenni, e allora valgono le regole per tutti. Mi convince poco la parte restrittiva e burocratica delle sigarette elettroniche che, stando a quello che dicono diversi scienziati, rappresentano comunque un mezzo per smettere di fumare e per ridurre i rischi. Appesantire di regole lo smercio di questi prodotti significa solo fare un regalo alle grandi lobby della sigaretta.

FOTO SHOCK SUI PACCHETTI DI SIGARETTE –

L’altra obiezione si riferisce alle foto shock che dovranno essere pubblicate sui pacchetti di sigaretti, che diventeranno un sorta di «Vademecum della morte» con immagini (il 65 per cento dello spazio disponibile) e frasi da inorridire. Mi chiedo: ma siamo sicuri che questo tipo di esagerazioni funzionino? E fino a che punto è lecito accanirsi, quasi accusandoli di omicidio, con i fumatori? In fondo, ormai sappiamo tutti che fumare fa male, molto male, e non abbiano alcun alibi per poter dire di non sapere. Ma siamo tutti anche gelosi delle nostre libertà individuali, e fumare resta una libera scelta che non può essere considerata alla stregua di un delitto.

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1 Comment
  • Toni Posocco
    19.10.2015

    Sono d’accordo con le perplessità che esprimete. Una volta (io sono anzianetto) le osterie vendevano anche sigarette singole: uno aveva voglia di fumarne una e ne prendeva una. Dunque l’eliminare i pacchetti da 10 che tipo di vantaggio dà? A chi? Forse ai produttori di tabacco (la qual cosa mi sembrerebbe alquanto ridicola…). Perché invece non fare confezioni da 5, che uno potrebbe farsele bastare?
    Ho l’impressione che invece si voglia continuare a spremere i fumatori, contando sul fatto che fanno fatica a smettere, nascondendosi dietro l’alibi che t’hanno avvisato (e le immagini che intendono stampare stanno a dire questo).