Calcolare l'impronta idrica degli alimenti per ridurre gli sprechi | Non Sprecare
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Calcolare l’impronta idrica degli alimenti per ridurre gli sprechi

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I cibi hanno un’impronta idrica, tanto che, per ciascun alimento, è stato valutata quanta acqua è stata necessaria, direttamente o indirettamente, per produrlo.

Una parte di impronta idrica viene chiamata “verde”: è l’acqua piovana evaporata durante le fasi di produzione; l’impronta “blu”, invece, riguarda quella utilizzata che non torna al corso d’acqua da cui proviene; la “grigia”, infine, costituisce il volume d’acqua che viene inquinata per produrre l’alimento.

In vista di un impatto lieve sul pianeta, occorrerebbe mangiare frutta, verdura, latticini e cereali, accompagnati da acqua di rubinetto o tè. Il che significa che, se davvero mangiassimo seguendo i precetti della piramide alimentare classica, avremmo anche un comportamento virtuoso nei confronti dell’ambiente: i cibi alla base sono infatti quelli con l’impronta idrica minore.

Ora il Wwf, che ha approntato una serie di tabelle con i parametri per calcolare quanta acqua “costano” gli alimenti, ha effettuato una ricerca commissionata da un’azienda leader nella produzione di concentrato, passata e polpa di pomodoro. La parmense Mutti è la prima impresa in Italia (e una delle prime nel mondo) ad aver valutato, scientificamente, i consumi d’acqua della propria produzione, dalla coltivazione nei campi sino al prodotto finito.

È stato così stimato che per produrre un chilo di pomodoro fresco ci vogliono 156 litri di acqua, per una bottiglia di passata 172 litri, mentre si arriva a 223 litri per un barattolo di polpa da 400 grammi.

«Come termine di paragone – aggiunge il Ww f- occorrono 200 litri di acqua per “produrre” un uovo, 900 per un chilo di patate, 3400 per un chilo di riso e fino a 2.400 litri per un hamburger da 150 grammi».

L’indagine, realizzata grazie al supporto scientifico del Wwf e del Dipartimento di Ecologia forestale dell’Università di Tuscia (Viterbo), rientra in un piano aziendale di contenimento dello sfruttamento ambientale, tramite riduzione dello spreco idrico.

Mutti partirà da qui per stabilire i propri obiettivi di riduzione. Il calcolo dell’impronta idrica da parte delle singole aziende aiuterà a sensibilizzare i coltivatori, che forniscono il prodotto, ad adottare maggiori accorgimenti nelle pratiche di irrigazione, dove spesso vengono impiegati macchinari obsoleti e poco controllati.

Per chi viuole calcolare l’impronta idrica del nostro carrello della spesa ora possiamo farlo online, grazie all’apposito programma del Wwf: www.improntawwf.it