Alimentazione sostenibile: come sprecare meno cibo
Questo sito contribuisce all'audience di

Alimentazione sostenibile: come non sprecare cibo

Ogni italiano ancora butta nella spazzatura mezzo chilo di cibo alla settimana. Ma siamo messi meglio di altri paesi occidentali. Frutta verdura e pane sono gli alimenti che sprechiamo di più

Ultimo aggiornamento il 23.12.2021 alle 10:47

L’alimentazione sostenibile non è un concetto astratto. E ha come cardine una cosa molto concreta, che riguarda i nostri stili di vita quotidiani: ridurre lo spreco di cibo. Un obiettivo che, tra l’altro, nell’Agenda Onu 2030 con i 17 obiettivi per lo Sviluppo sostenibile. Un’alimentazione sostenibile significa meno sprechi e più cibo per tutti, tenendo conto che entro pochi anni, esattamente entro il 2050, la popolazione della terra avrà superato al quota dei nove miliardi di donne e uomini.

CHE COS’È L’ALIMENTAZIONE SOSTENIBILE

Il concetto di alimentazione sostenibile va di pari passo con quello di sviluppo sostenibile, ossia la crescita in termini di qualità di vita della popolazione attuale senza compromettere quella delle generazioni future. La sostenibilità alimentare si ottiene quindi quando il consumo di acqua, suolo e energia è coscientemente ridotto rispetto alle pratiche intensive, con la limitazione di additivi e pesticidi, e quando vengono frenate le emissioni di anidride carbonica.

LEGGI ANCHE: Spesa sostenibile: che significa e come si fa

SPRECHI ALIMENTARI IN ITALIA

Osservando i dati del primo rapporto G8 sugli sprechi alimentari, l’Italia si comporta piuttosto bene: prima posizione nella classifica per ordine crescente, grazie a sprechi molto ridotti rispetto agli altri Paesi coinvolti nella ricerca. Anche se può far piacere questo risultato, bisogna comunque tenere a mente che, in ottica globale, i numeri sono tutt’altro che rincuoranti. Se l’italiano in media butta quasi mezzo chilo di cibo alla settimana, in Germania, Cina, Canada e USA si supera abbondantemente il chilo pro capite settimanale.

QUALI CIBI SPRECHIAMO

Senza troppe sorprese, i dati ci dicono che tendenzialmente il primato dei generi alimentari più sprecati appartiene ai prodotti freschi e deperibili.

In Italia si buttano ogni settimana in media poco più di 50 grammi tra frutta e verdura e 22 grammi di pane.

PERCHÉ SPRECHIAMO CIBO

Le motivazioni principali alla base dello spreco di cibo sono tre:

  • ci si dimentica della scadenza;
  • si comprano troppe cose;
  • si cucina troppo cibo.

Oltre all’ingente danno economico ed ecologico dato dall’impiego di risorse ed energia per questi prodotti, gli effetti di questa realtà sono anche sociali: è infatti sempre più diffuso lo sfruttamento di manodopera a basso prezzo in moltissimi contesti, notoriamente quelli agricoli, ed è anche in forte crescita il tasso della popolazione sotto la soglia della povertà assoluta.

COME ADOTTARE UN’ALIMENTAZIONE SOSTENIBILE

Adottare un’alimentazione sostenibile prevede una serie di principi da seguire:

  • stagionalità: oltre che più buono, un frutto di stagione contiene più nutrienti e molto probabilmente comporterà basse emissioni di CO2 date dal trasporto;
  • meno pesca e allevamenti intensivi: queste realtà sono dannosissime per l’ambiente, in quanto consumano moltissima acqua e producono grandi quantità di anidride carbonica;
  • favorire prodotti a basso chilometraggio: sfruttando la biodiversità territoriale e contenendo le emissioni di gas serra;
  • riduzione degli sprechi: produrre pochi rifiuti sarebbe già di per sé un enorme passo avanti per un mondo sano. In questo la cucina italiana si mette in cattedra, perché la tradizione mediterranea è orientata verso il riutilizzo degli avanzi.

ACT FOR FOOD

Act for Food, rubrica di Vivi di Gusto che racconta l’impegno concreto di Carrefour in tema di sostenibilità, porta avanti un obiettivo molto ambizioso: ridurre del 50% i rifiuti entro il 2025.

Le operazioni principali messe in atto dalla catena di supermercati sono:

  • la valorizzazione di prodotti prossimi alla scadenza, grazie a sconti che li rendano convenienti;
  • la promozione dei prodotti locali e dei piccoli produttori;
  • collaborazioni con altri attori del settore alimentare che hanno a cuore la stessa causa: l’App Too Good To Go e la Fondazione Banco Alimentare

SPESA SOSTENIBILE E RISPARMIOSA:

Share

<